E si fa ricordare
come una bella domenica di sole.
Io sto con la ragione sul serio.
Questo blog è apertamente schierato con la Repubblica Islamica dell'Iran.
Nei prossimi scontri con l'Iran la minaccia aumenterà di dieci volte, fino a farci perdere completamente la capacità di intercettare i missili balistici iraniani. Si prevede che questi missili colpiranno i centri abitati, gli obiettivi strategici, le infrastrutture produttive ed economiche, gli istituti scientifici e tecnologici, le istituzioni educative, gli ospedali, le industrie vitali, e ci annienteranno completamente.
Ventiquattro villaggi libanesi, vecchi di centinaia di anni, sono stati distrutti. Tutti gli edifici, non uno qua e uno là, ma interi villaggi [sono stati rasi al suolo]. Una distruzione totale. Dovete capire: sono state distrutte da quindicimila a ventimila abitazioni in tutti e ventiquattro i villaggi- E oggi il 70% di Gaza è stato distrutto.
la virata di centottanta gradi della Loomer sull’Ucraina è ovviamente già in atto [cioè sta prendendo piede]. Zelensky si trova in città... Avrà un incontro con Trump. E Trump, certo, come potrebbe non rendersi conto che l'Ucraina in questo momento si trova decisamente in vantaggio.In senso più ampio, dal punto di vista della politica estera questa amministrazione è stata un disastro totale... La questione iraniana è un disastro totale. Allinearsi alla Russia è ovviamente una mossa sbagliata... Zelensky, [in precedenza] raffigurato come un perdente, ora è un vincitore: tutto il resto è ora visto come un mucchio di 'mosse sbagliate' [da Trump]. In questo contesto, lui [Trump] ha disperato bisogno di un successo. E l'Ucraina sta cominciando ad apparirgli come una possibile occasione per una sua [vittoria] sfruttando il funerale di Lindsay Graham per passare a una strategia più efficace. Una morte può rivelarsi un gran colpo per le pubbliche relazioni. Bingo. Sì. La Russia è nei guai.
[Un] documento redatto da Karl Miller indaga su come le operazioni segrete di approvvigionamento ed esportazione di carburante da parte delle forze armate statunitensi stiano esaurendo le riserve nazionali di gasolio e di benzina avio, in particolare in un periodo in cui le scorte interne sono già a livello critico.
gran parte di queste esportazioni (segrete) di carburante passa attraverso canali opachi, come lo hub di trasbordo di Rotterdam, dove la destinazione finale –militare o estera– non viene resa pubblica dal momento che il sistema economico degli USA rischia di trovarsi a corto mentre le esigenze militari e quelle di altri Paesi -in particolare quelle dello stato sionista- passano avanti a tutto il resto.
la 'buona novella' statunitense è stata sostituita dallo spettro onnipresente del Male e dalla minaccia della forza. Le sacre parole Libertà e Democrazia sono sempre invocate, ma sono diventate un mantra vuoto. Il 'vangelo' statunitense non predica più la redenzione e l'espiazione: adesso è tempo di imposizione e di punizione. Il voltafaccia è avvenuto in un istante, con l'11 settembre e con Guantanamo.
Gli analisti di professione presso il Dipartimento del Tesoro hanno riscontrato che le aziende di IA sono radicate nell'economia statunitense in modo più profondo di quanto lo fossero i loro predecessori del settore dotcom, e che rappresentano un rischio significativo per l'intero sistema qualora le condizioni finanziarie dovessero cambiare, gli obiettivi di produttività non venissero raggiunti o vari colli di bottiglia ne ostacolassero la crescita.Una flessione del mercato dell'IA provocherebbe onde d'urto in tutto l'ecosistema economico.
In certi ambienti a Gerusalemme e a Washington si era da tempo convinti che una pressione prolungata potesse portare a un rovesciamento della forma stato a Tehran...[Tuttavia] l'accordo annunciato fa pensare che esista un [nuovo] dato di fatto sostanziale: la campagna che molti speravano potesse indebolire o addirittura destabilizzare la Repubblica Islamica alla fine la lascerà intatta e ancora più forte con il formale coinvolgimento degli Stati Uniti... [Questo] significa che a venire meno è un presupposto strategico più ampio: quello per cui una pressione coordinata da parte di Stati Uniti e stato sionista potesse creare le condizioni favorevoli a un radicale mutamento politico all'interno dell'Iran. Invece, l'esito probabile è quello opposto... [si tratta di] un esito che rischia di rafforzare la fiducia nella élite al potere [in Iran] piuttosto che indebolirla...
Le guerre successive al 7 ottobre, accompagnate dall'aspettativa e dalla promessa di una "vittoria totale", sono arrivate alla fine. E sono arrivate alla fine anche le illusioni che alimentavano. I palestinesi non lasceranno Gaza. Hamas non deporrà le armi, né lo farà Hezbollah. Trump non tornerà in guerra contro l'Iran, che ora può minacciare di ritirarsi dall'accordo per costringere Trump a impedire qualsiasi operazione di grande portata lo stato sionista intenda condurre contro Hamas o contro Hezbollah... Il Medio Oriente è certamente cambiato.
È probabile che nessuno dei servizi di intelligence militare, del Consiglio di Sicurezza Nazionale o del Mossad abbia parlato durante qualche riunione della possibilità che il regime iraniano potesse sopravvivere e uscirne più forte. Se anche tra i presenti c'era qualche scettico, ha sempre tenuto la bocca chiusa.
Si avvicinano per lo stato sionista le elezioni previste in autunno; è nostra convinzione che se i suoi elettori sceglieranno di confermare l'attuale governo, nonostante i fatali errori commessi, molti ameriKKKani giungeranno alla conclusione che lo stato sionista che hanno sostenuto per decenni non esiste più.
Stiamo assistendo alla fine di un'epoca. Non con un declino, ma con l'avvio di un brusco cambiamento. E questo cambiamento non proviene dall’esterno: la fine del potere statunitense non è stata il risultato di alcuna guerra civile straniera o di altre guerre contro il dominio degli USA. La fine è venuta dagli stessi Stati Uniti, dal loro tentativo di contrapporre il proprio interesse di potenza egemone a quello di ogni altro paese.
ogni mossa che gli USA hanno messo in atto per sfuggire al declino si è trasformata in una delle sue cause. Gli Stati Uniti sono entrati in guerra per riaffermare il proprio dominio e hanno dimostrato di non essere più i dominatori di niente. Per quarant'anni hanno esercitato la massima pressione per piegare la Repubblica Islamica dell'Iran, e invece hanno costruito proprio l'avversario che adesso [sta sfidando il dominio statunitense].
I Paesi che aderiscono allineano le loro catene di approvvigionamento a Washington, escludono la Repubblica Popolare Cinese -definita eufemisticamente come adusa a "pratiche non di mercato" e a un "dumping sleale"- e in cambio ottengono l'accesso all'ecosistema tecnologico imperiale.A scanso di equivoci, il Sottosegretario di Stato Jacob Helberg -un ex dipendente di Palantir che è l'ideatore dell'iniziativa- lo afferma chiaramente: chiunque controlli "l’informatica e i minerali che la alimentano" dominerà il XXI secolo, ed è sua intenzione mettere insieme un gruppo di paesi allineati a Washington in una "nuova unità di intenti sulla sicurezza economica" per assicurarsi che siano proprio essi a dominare.
Tehran è riuscita effettivamente a collegare il fronte libanese al più ampio teatro sionista-iraniano. Qualsiasi escalation in Libano viene ora considerata sempre più attraverso il prisma della dinamica USA-Iran.
La situazione in Libano rimane altamente instabile. Stato sionista e Hezbollah continuano a interpretare gli attuali accordi in modi fondamentalmente diversi. [Mentre] lo stato sionista sostiene di mantenere la libertà di azione in tutto il Libano eccetto Beirut, Hezbollah [d'altra parte] insiste sul fatto che qualsiasi attività militare dello stato sionista, quale che sia, sia una violazione del cessate il fuoco. Queste interpretazioni contrastanti sono responsabili di un potenziale significativo di rinnovati attriti e di escalation sul campo.