Firenze, giugno 2026. Ci siamo già occupati di Roberto Vannacci, un giovanissimo pensionato di Viareggio che dal 2024 gode di eccellenti redditi come europarlamentare.
Di questo deve ringraziare un sovrappeso divorziato di Milano che non è stato capace di laurearsi nemmeno in quindici anni che da decenni accede anch'egli per vari motivi a cospicui introiti.
Come segretario di "partito", questo milanese è stato acuto al punto di dare carta bianca al viareggino. Col risultato che in capo a qualche mese Vannacci prima lo ha urbanamente salutato e poi si è messo a vuotargli le sezioni e a portargli via gli eletti.
Di questo deve ringraziare un sovrappeso divorziato di Milano che non è stato capace di laurearsi nemmeno in quindici anni che da decenni accede anch'egli per vari motivi a cospicui introiti.
Come segretario di "partito", questo milanese è stato acuto al punto di dare carta bianca al viareggino. Col risultato che in capo a qualche mese Vannacci prima lo ha urbanamente salutato e poi si è messo a vuotargli le sezioni e a portargli via gli eletti.
Nella comunicazione politica e nella propaganda il signor Vannacci ha tenuto a precisare di essere feccia e di rivolgersi alla feccia.
Non si ha alcuna intenzione di contraddirlo. Anzi: visto che il sito della sua formazione politica presenta nomi, cognomi, telefoni e indirizzi di posta elettronica di tutti i responsabili dei comitati costituenti abbiamo pensato bene di aiutarlo per il poco che possiamo, dando un po' di visibilità a uno di essi.
Una nostra vecchia conoscenza fin dai tempi in cui perdevamo tempo con le gazzette.
Nel costruendo "partito" di Roberto Vannacci Francesca Lorenzi figura responsabile del Comitato Bagno a Ripoli 288.
Nel 2016 Francesca Lorenzi aveva una cartoleria a Firenze e faceva l'islamofoba tascabile. All'epoca il suo partito di riferimento era proprio la Lega, ma già nel 2014 un primo approccio al democratismo rappresentativo col partito di cui era segretaria Giorgia Meloni le aveva procurato trentotto preferenze.
Nella Lega l'impegno di Francesca Lorenzi -invettive contro rifiuti da raccogliere, deiezioni canine e marginalità estreme- avrebbe dovuto procurarle attenzioni e riconoscimenti. Pare che non sia andata così perché nel 2019 la troviamo nuovamente candidata col partito della madre non sposata Giorgia Meloni. Le quattrocentonovantasei preferenze raccolte la portarono a un passo dai fasti del consiglio comunale.
Andò buca davvero per poco.
Francesca, comprensibilmente, ci rimase male.
Francesca, comprensibilmente, ci rimase male.
E cominciò a fare cose che non si devono fare.
Nelle formazioni "occidentaliste" i valori e la coerenza sono tenuti nella massima considerazione; se il VI comandamento vi viene rispettato andando a divertirsi col primo che passa, figuriamoci cosa non tocca alle opere di Misericordia. Francesca Lorenzi tenne molto a far sapere a tutti i buoni a nulla autoschedati sul Libro dei Ceffi cosa pensasse del seppellire i morti.
Le tolsero il microfono.
E anche ai piani alti del "partito" per cui si era candidata non devono averla presa benissimo, tant'è che al giro seguente Francesca cambiò casacca per la terza volta, andando a bussare alla porta di una compagine di ben vestiti irreprensibili e poco abituati ai toni irruenti. Si trattava di una formazione che a Firenze nemmeno ai tempi migliori era riuscita a essere parte dei problemi (figuriamoci delle soluzioni) e che nel 2024 lottava letteralmente per non scomparire. Francesca raccolse settantadue preferenze.
Nel 2025 Francesca è tornata ai vecchi amori. In materia di connubi, si è visto, l'"occidentalismo" peninsulare è piuttosto accomodante. Un paio di apericena in qualche mescita di terza scelta con arachidi ammosciate e un po' di vino tiepido con l'idrolitina, e la Lega la ricandidò alle elezioni regionali del 2025. Un netto miglioramento con centosessantuno voti.
Meno di un anno dopo, si diceva, Roberto Vannacci va mettendo insieme la sua feccia. Molto difficile pensare che per Francesca Lorenzi si tratti di un approdo definitivo.


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