13 settembre 2012

Libya. They came, they saw, he died.




"We came, we saw, he died".
Oh yeah, my blood. Gimme five and let's have another hamburger.

A year after they came, they saw and he died.
No more hamburgers for him.

12 settembre 2012

Sprazzi di realtà in una mattina milanese


Il principio di realtà è capace di manifestazioni tranquille, senza irruzioni fracassone, senza rotture catartiche e senza tragedie dolorose.
All'apparenza.
Sempre all'apparenza, quasi senza disturbo per nessuno.

Albergo milanese per clientela d'affari.
Buffet mattutino.
Generi per prima colazione di ottima qualità, personale sollecito attento e cordiale.
La simmetria ricercata dell'ambiente.
Ed una fetta di carne conservata حرام‎ (il "salame milanese") che spunta, a semicerchio perfetto, da sotto un mobile.


A dodici metri lineari dalla scena su descritta c'è un tavolo con qualche copia di questa gazzetta,  milanese più o meno come il salame, nelle intenzioni rivolta ad una clientela d'affari o sedicente tale.
Esistono pubblicazioni dotate di pari autorevolezza e di pari attendibilità: solo che di solito riportano nel colophon il proprio orientamento di pubblicazioni satiriche.
Questo foglietto qui, invece, tiene moltissimo ad essere preso sul serio.
Le manchette a fianco della testata sono occupate dalla pubblicità di un prodotto alimentare da due soldi.
La clientela d'affari.

09 settembre 2012

Con Avaaz non si scherza: sono gente serissima (risate di scherno in sottofondo)


Questo mezzo esercito sarebbe composto da attivisti di Avaaz intenti a realizzare una delle loro più costruttive, utili e soprattutto partecipate manifestazioni di massa. La sedicente "comunità che si crea intorno a una campagna che porta la politica dei cittadini nel processo decisionale in tutto il mondo" avrebbe ad oggi quindici milioni ed ottocentoquattordicimila appartenenti. Peccato che la realtà confligga con tanta volenterosa intraprendenza, come scrive Miguel Martinez su Kelebek blog in un post che riportiamo per intero.


Qui c’è la mia risposta al signor Oliver MacColl di Avaaz, in traduzione e poi nell’originale.
Chi non avesse seguito la vicenda, troverà un riassunto del caso in fondo a questo post.
“Egregio Sig. MacColl
La ringrazio per la sua sollecita risposta.
No, i suoi colleghi italiani hanno capito male.
Non si tratta di firme false, ma di falsi membri.
Una volta, ho firmato una petizione, promossa da Avaaz, perché condividevo i contenuti di quella specifica petizione.
Adesso scopro che la vostra organizzazione ha deciso di rivendicare anche me tra i suoi “15 milioni di membri”, semplicemente perché avevo firmato quella petizione.
Nessuno mi ha mai dato la tessera di Avaaz.
Nessuno mi ha chiesto di firmare lo statuto di Avaaz.
Nesusno mi ha mai invitato a partecipare a una riunione off-line di Avaaz.
Nessuno ha mai verificato la mia reale esistenza, né mi ha chiesto il numero di telefono per chiamarmi.
Nessuno mi ha mai fatto pagare una quota d’iscrizione ad Avaaz.
Quindi, secondo qualunque ragionevole criterio, io non sono un membro di Avaaz.
A occhio e croce, la mia condizione dovrebbe essere la stessa del 98% dei membri che voi sostenete di avere.
Lei capirà perfettamente ciò che dico, perché vedo che lei è stato Manager of Offline Strategy per GetUp! Australia, che ha avuto lo stesso problema.
Credo che la faccenda si possa risolvere molto facilmente.
Azzerate la vostra lista di membri.
Inviate un messaggio a tutti i vostri contatti, invitandoli a diventare membri di Avaaz e specificando in maniera chiara il programma e i diritti e i doveri dei membri.
Suggerisco anche di far pagare una piccola quota ai membri: li fa sentire più impegnati.
Coloro che risponderanno in maniera affermativa al vostro invito diventeranno così membri di Avaaz.

Cordiali saluti,
Miguel Martinez
Firenze
Italia
P.S. Le ricordo che tutta la nostra corrispondenza sarà pubblicata sul mio blog  http://www.kelebeklerblog.com/
Dear Mr MacColl
Thank you for writing so promptly.
No, your Italian colleagues misunderstood the situation.
The issue is not fake signatures. It’s fake memberships.
I once signed a petition – promoted by Avaaz – because I agreed with the contents of that specific petition.
I now find that, because of having once signed that petition, your organization has decided to claim me as one of its “15 million members”.
I have never been given a membership card of Avaaz.
I have never been asked to sign a charter of Avaaz.
I have never been invited to take part in any off-line meeting of Avaaz.
Nobody has even checked whether I really exist, or asked for my phone number to call me.
I have never paid any dues to Avaaz.
Therefore, by any reasonable standard, I am not a member of Avaaz.
At a rough estimate, my condition is probably the same as that of 98% of those whom you claim as members.
You will clearly understand my point, because I see that you are or have been Manager of Offline Strategy at GetUp! Australia, which has had the same problem. http://en.wikipedia.org/wiki/GetUp!#Dubious_membership_claims
I think the matter can be settled very easily.
Reset your membership lists.
Send out a message to everybody on your mailing lists, with an invitation to become members of Avaaz, specifying a clear programme and detailing rights and duties of members.
I also suggest you make members pay a small membership fee: it helps them feel more committed.
Those who respond in the affirmative become members.
Regards,
Miguel Martinez
Florence
Italy
P.S. Please be advised that our correspondence will be published in full on my blog http://www.kelebeklerblog.com/


Avaaz è una sorta di  cibergabibbo con sede negli Stati Uniti, che pretende di raddrizzare i torti del mondo a colpi di clic. I nostri clic, visto che chiunque firmi le loro petizioni viene automaticamente nominato “membro”.
In quanto eteronominati membri, Avaaz mi ha invitato  ad aprire una petizione su un tema qualunque, in modo ovviamente da aggiungere tutti i miei amici ai suoi membri.
Ho quindi lanciato una petizione per l’abolizione del rosso nei semafori, firmata immediatamente da 609 persone che andavano da Gratta Checca a Pol  Pot.
La cosa è stata allegramente discussa su questo e altri blog e siti, e qualcuno deve aver avvisato la direzione di Avaaz: dopo averci mandato vari messaggi per complimentarci per il nostro lavoro e incoraggiarci, hanno improvvisamente tolto la petizione.
Poi ci ha scritto nientemeno che il Direttore planetario delle Campagne di Avaaz, il signor Oliver MacColl, dicendo che gli avevano segnalato un problema di firme false, e assicurandoci che Avaaz fa di tutto per evitare che ci siano firme false.
 Tortuga, una lettrice del nostro blog, ha dimostrato che Avaaz al contrario evita deliberatamente di prendere le più elementari precauzioni contro le firme false, perché più i contatori girano e più i partecipanti si entusiasmano.

06 settembre 2012

Con Avaaz non si scherza: sono gente serissima


Un certo  Oliver MacColl ci ha scritto, colloquiale e un po' risentito, da Avaaz.
La mail descrive le procedure che Avaaz utilizza per verificare l'attendibilità dei firmatari delle petizioni che accoglie, il che fa di Avaaz un'organizzazione seria.
Un'organizzazione così seria che non ha problemi ad accettare una petizione in cui si chiede l'abolizione della luce rossa dei semafori, ma ne ha se tra i sostenitori figurano le criminose firme del Peo Marameo o del Gigi di Viganello.
Un'ulteriore prova della serietà di Avaaz è data dal post che avrebbe indotto il signor MacColl (o forse la procedura automatizzata che genera e-mail dal contenuto piccato dirette a chiunque derida chi merita di essere deriso) al getting in touch, nel quale non si è mai fatta menzione alcuna di "firme false di personaggi famosi".


Hi,

I'm getting in touch because I noticed a recent blog post about the Avaaz Community Petition Site - http://iononstoconoriana.blogspot.com/2012/08/avaaz-la-democrazia-e-i-diritti-umani.html
I think there's been some confusion so I wanted to reach out and explain a little how the site works. A colleague has helped me translate the message into Italian, but you can reply in English as well if you like.


Ciao,

Ho visto un post sul vostro sito riguardo una petizione che è stata creata sulla piattaforma delle Petizioni della Comunità di Avaaz e volevo mettermi in contatto con voi per rispondere a quel post.
Avaaz è un'organizzazione mondiale di attivismo che lavora su questioni che vanno dai diritti umani all'ambiente. Abbiamo lanciato recentemente il sito di Avaaz delle Petizioni della Comunità che permette ai membri di Avaaz di cominciare le loro petizioni su argomenti che hanno particolarmente a cuore. Una petizione lanciata da un membro di Avaaz, Miguel, s'intitolava "Un mondo a tanti colori in cui le persone possano muoversi liberamente".
Il post segnalava che c'erano firme false di personaggi famosi. Ho pensato fosse utile darvi una veloce spiegazione su come Avaaz risponde a questi comportamenti calunniosi. 
Chiunque usi un indirizzo email "falso" è automaticamente rimosso dalla petizione. Dopo aver firmato la petizione a ogni indirizzo email viene inviata un'email di ringraziamento, e quando questa torna indietro, l'indirizzo email viene rimosso dalla petizione. In questo caso alcune persone hanno usato l'indirizzo email di altre persone per firmare questa petizione, potenzialmente commettendo un reato. Come molti altri siti, Avaaz non può prevenire al 100% i crimini. 
In aggiunta a questo primo strato di protezione della nostra integrità, tutte le petizioni di Avaaz sono controllate per garantire che la lista dei firmatari sia accurata prima che consegniamo la petizione ai decisori a cui è rivolta. E anche molti decisori hanno dei loro meccanismi che utilizzano per verificare i firmatari delle petizioni.
Le petizioni di Avaaz sono soggette a firme "false" a opera di persone che provano a screditare il valore di una petizione molto raramente. Per verificare l'accuratezza delle nostre petizioni noi controlliamo quante persone hanno firmato dallo stesso computer, analizzando il numero di indirizzi IP ripetuti, e rimuovendo qualunque firma sospetta. Disponiamo inoltre di un sistema tecnologico molto sofisticato che previene lo spam da computer nel firmare le petizioni. 
Avaaz, una comunità globale con oltre 15 milioni di membri in ogni paese del mondo, ha portato avanti campagne che vanno dalla battaglia per la libertà di internet alla lotta contro la corruzione in paesi come Brasile e India. Le Petizioni della Comunità di Avaaz sono un nuovo modo per permettere ai cittadini di tutto il mondo di partecipare al progetto di ridurre la distanza fra il mondo in cui viviamo e il mondo che tutti noi vorremmo. Per questo invitiamo i vostri lettori a dare un'occhiata a Avaaz.org/it/petition e magari cominciare la propria petizione su un argomento di loro interesse.

Cari saluti,

Oliver MacColl
Direttore di campagne - Avaaz.org

05 settembre 2012

Campioni d'Occidente: Luca Dordolo


Uno dei nostri più assidui corrispondenti ha pubblicato il 5 giugno 2012 un lungo scritto in cui un certo Luca Dordolo, ai tempi scaldapoltrone per la Lega Nord nel consiglio comunale della città di Videm, veniva qualificato come povero imbecille e come mentecatto razzista, sessista e dall'intelligenza pari a quella di una melanzana. Chi volesse sapere perché, vada a cercare il testo originale: qui basterà ricordare che un tenore omonimo -senza il minimo dubbio una persona di ben altra competenza- dovette pubblicare un messaggio in cui rendeva nota la sua totale estraneità alle parole di questo signore.
L'immagine in alto viene dal Messaggero Veneto: alle prese con i nodi al pettine rappresentati dai risultati concreti dell'incompetenza violenta e abietta rovesciata sulla vita politica peninsulare per vent'anni consecutivi, la Lega Nord pensò bene di espellere senza por tempo in mezzo Luca Dordolo, capitato al momento giusto per fare da capro espiatorio.
Secondo i dati disponibili i sudditi di Videm che si sono riconosciuti nelle istanze di Luca Dordolo sono stati sessantadue.
I nostri lettori sanno bene che l'"occidentalismo" di cui la Lega Nord è imbevuta ha uno dei suoi pilastri nella difesa delle "radici cristiane" della "civiltà occidentale". Ora, la liturgia cattolica è molto chiara su quello che viene definito il pietoso ufficio della sepoltura, e seppellire i morti rientra nelle opere di misericordia. Sarebbe interessante sapere grazie a quale prodigio di logica i sudditi che simpatizzano con i dòrdoli riescono a conciliare il rispetto della dottrina con battaglie politiche come quella illustrata dall'immagine.
Comunque, con soli tre mesi di ritardo il Luca Dordolo "occidentalista" (non il tenore) ha fatto sapere a Riccardo Venturi di aver gradito poco le sue considerazioni. Si è messo in contatto con lui con un messaggio di posta elettronica che risulta inviato alle due del mattino da uno smartphone di marca e che ci è stato inoltrato tale e quale, affinché gli venga data la maggiore visibilità possibile.
Il materiale è rappresentativo di chi lo ha prodotto e di una scala di valori oltremodo diffusa. Libro dei Ceffi eretto a guida per il comportamento, linguaggio irto di x e di xché ad attestare competenze linguistiche che in contesti meno putridi varrebbero la cacciata da scuola a qualsiasi dodicenne, truculenti auguri di morte nel migliore stile della marmaglia da pallonaio. Nulla su cui infierire oltre misura: i campioni d'Occidente come questo sono i migliori e più fedeli rappresentanti che i sudditi che bivaccano nella penisola italiana abbiano mai avuto.


da: LUCA DORDOLO
a Riccardo Venturi
05/09/2012 02:02

Ho letto il pezzo che hai scritto su di me sul tuo blog in data 5 giugno.Fatta la tara all' idiozia  che ti pervade e sulle cagate bestiali che hai scritto nei miei confronti e sulla democrazia rappresentativa, sei uno dei pochissimi COGLIONI che hanno scritto su di me che ha capito esattamente dove volevo andare a parare. Non sulla visibilità personale, che quella è una dote che ho dalla nascita per cui non mi serve fare tanto casino x averne, n'è sull uso di facebook causa del casino che mi ha creato, ma sulla segregazione femminile di cui le donne sikh e islamiche sono oggetto nei ns civilissimi paesi occidentali senza che nessuno muova un dito. Di questo e della mancata volontà di integrazione di certi gruppi di immigrati nel ns paese di pulcinella, io mi occupo in maniera seria almeno da 13 anni. Sono contento che ti ribolla che quella donna sia dovuta morire infinite volte e non certo x colpa delle mie affermazioni, io non l' ho fatto certo per 4 merde di voti che mi rendono un misero gettone di presenza in consiglio comunale ( neanche i soldi che consumo con il cell. X questa attività), ma semplicemente xchè credo in ciò che faccio e se riesco a svegliare qualche lurida coscienza benpensante e far cacciare a pedate nei COGLIONI chi viene a casa mia e pretende di comportarsi come gli aggrada in sfregio alla dignità ed ai diritti delle donne, beh allora ho centrato il mio obbiettivo. Pensaci e non essere intollerante solo nei miei confronti xchè sono o ero leghista. Incazzati contro chi usurpa la nostra democrazia e ci vuole riportare indietro nei secoli delle barbarie dove le donne erano un semplice arnese di ami glia da usare e buttare in un angolo quando gli aggrada.  Spero di cuore che un islamico ti tagli la gola da un orecchio all altro o che perlomeno riservi questo trattamento ad una delle donne della tua famiglia, così ti ricorderai del mio nome prima di scrivere altre cagate. Sarà naturalmente mia cura pagare il tenore mio omonimo per cantare messa al tuo funerale .P.S. Curati e tagliati la barba!

02 settembre 2012

Firenze: dai muri un appello ai turisti


Le iniziative politiche "occidentaliste" a Firenze si sono sempre scontrate con una reazione anticorpale che non teme il ricorso a vie di fatto, ma che di solito si assicura risultati più duraturi ricorrendo ad un'azione politica quotidiana poco eclatante e pressoché assente dalla cronachistica mainstream.
Questo agire quotidiano ed instancabile è fatto di affissioni, di presidi, di manifestazioni e di occupazioni ed ha prodotto un'atmosfera generale che pervade anche gli ambienti più impensati; in essa, alle parole d'ordine dell'"occidentalismo" viene riservata un'accoglienza scostante e piena di disprezzo.
La foto in alto è stata scattata all'inizio del settembre 2012 in Borgo Allegri. Borgo Allegri è una via centralissima che la presenza della Comunità Islamica e le ricorrenti affissioni anarchiche aiutano a considerare uno dei non pochi angoli della città rimasto a quote più normali.
Secondo una sommaria ricerca in internet il volantino sarebbe stato diffuso nel giugno del 2009. Se ne restituisce qui il testo -condividendone appieno le consegne- non soltanto perché costituisce un ritratto fedele del clima sociale che la propaganda "occidentalista" ha imposto nella penisola italiana, ma anche perché testimonia quali siano state le priorità del governo più rappresentativo che i sudditi dello stato che occupa la penisola italiana abbiano mai avuto. Per molti anni le uniche priorità dell'azione governativa sono state rappresentate dall'attiva promozione dell'ingiustizia sociale e dal mantenimento delle condizioni di sospetto reciproco e di allarme sociale cui gli "occidentalisti" devono per intero i suffragi raccolti.
La lettura del testo aiuta anche a ricordare come la traduzione operazionale delle priorità "occidentaliste" fosse e sia a tutt'oggi rappresentata da una messe di iniziative mediatizzate intrise di pochezza e di abiezione. La sovversione diffusa dai servi del Lapidato traspariva e traspare dalle pratiche quotidiane ed è più volte arrivata al punto di presentare l'apertura di un campo di concentramento come se si trattasse di una conquista civile di cui menare vanto: di questo e non di altro è fatta la "democrazia da esportazione".
Il nome dello stato che occupa la penisola italiana ricorre nell'originale: ce ne scusiamo in anticipo con i nostri lettori, specialmente con quanti avessero appena finito di pranzare.
Appeal to tourists - Do you enjoy Italy? Are you satisfied with its monuments, its scenery, its cuisine? Fine, you know that the only reason why you, foreigners, are well received in Italy is because you have the right papers in your wallet, those that are able to open all borders, to win all affection, to ensure every kindness: money.
Tourists, you are not the only foreigners who have chosen our country as your destination. Every day, masses of the poor and desperate also come into Italy -- escaping from war, from misery, from famine. But while you are rich foreigners (tourists), they are poor foreigners (immigrants).
You come with the intention of amusing yourself. They come with the hope of survival.
You get smiles and flattery, they get contempt and violence.
For you the doors of the welcoming hotels open, for them the doors of actual concentration camps open.
When poor foreigners in Italy are not immediately turned away, they get hounded, persecuted, humiliated, arrested, beaten, expelled after a period of detention that can last as long as six months. Anyone who helps them, by giving them hospitality, can be imprisoned for 3 years. Even doctors can end up in prison, if they treat them without denouncing them to the authorities.
In this climate of terror, it is not at all surprising if the Minister of the Interior, after having declared that he wants to be "very nasty with immigrants", has ordered that boats full of the desperate be sent back into the sea; or if a representative of a party in the government has proposed reserving seats in the Milan subway only for Italians.
Tourists, you are visiting one of the Countries that was the cradle of civilization, but the only civilization presently in it is that of racism and xenophobia. Today in Italy, there are no more poets like Dante, no more lovers like Romeo and Juliet, no more inventors like Leonardo; there are only reactionaries, police and inspectors, all provided with handcuffs and truncheons.
You know, tourists, that your money also helps the Italian regime to carry out its politics. By supporting the Italian economy, you support the economy of a racist and xenophobic country. Are you sure you want to do this? are you sure that you also want to be accomplices of the raids, the mass arrests, the concentration camps, the deportations?
It is with a heart full of shame that we urge you: tourists, leave Italy!
Go away from this country, so splendid, and yet so vile.
Go away, right now. Don't finance the war against the poor conducted by the Italian government. Go away and spread the word among all your acquaintances:
Italy is a racist country, boycott it!!!


Appello ai turisti. Vi piace l'Italia? Siete rimasti soddisfatti dei suoi monumenti, dei suoi paesaggi, della sua cucina? Bene, sappiate che il solo motivo per cui voi, stranieri, siete bene accolti in Italia è perché avete in tasca la carta giusta, quella in grado di aprire tutte le frontiere, di conquistare tutte le simpatie, di assicurare tutte le gentilezze: il denaro.
Turisti, non siete i soli stranieri che hanno scelto il nostro paese come meta. Ogni giorno approdano in Italia anche masse di poveri e disperati — in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla carestia. Ma mentre voi siete stranieri ricchi (turisti), loro sono stranieri poveri (immigrati).
Voi arrivate con l’intenzione di divertirvi, loro arrivano nella speranza di sopravvivere.
Voi ricevete sorrisi e lusinghe, loro ricevono disprezzo e violenza.
Per voi si aprono le porte di accoglienti alberghi, per loro si aprono le porte di veri e propri lager.
Gli stranieri poveri in Italia, quando non sono subito respinti, vengono braccati, perseguitati, umiliati, arrestati, percossi, espulsi dopo un periodo di detenzione che può arrivare fino a sei mesi. Chiunque li aiuti, dando loro ospitalità, può essere imprigionato per 3 anni. E in carcere possono finire anche i medici, se li curano senza denunciarli.
In questo clima di terrore non c'è da stupirsi se il ministro dell’Interno, dopo aver dichiarato di voler essere «molto cattivo con gli immigrati», ha ordinato di respingere in mare le imbarcazioni cariche di disperati; o se un esponente di un partito al governo ha proposto di riservare ai soli italiani i posti a sedere nella metropolitana di Milano.
Turisti, state visitando uno dei Paesi culla della civiltà, ma in cui la sola civiltà presente è quella del razzismo e della xenofobia. Oggi in Italia non ci sono più poeti come Dante, amanti come Giulietta e Romeo, inventori come Leonardo; ci sono solo reazionari, poliziotti e controllori, tutti dotati di manette e manganelli.
Sappiate, turisti, che è anche attraverso i vostri soldi che il regime italiano sta attuando la sua politica. Sostenendo l'economia italiana, sostenete l'economia di un paese razzista e xenofobo. Siete sicuri di volerlo fare? Volete essere anche voi complici delle retate, degli arresti di massa, dei lager, delle deportazioni?
È con il cuore gonfio di vergogna che vi esortiamo: turisti, abbandonate l'Italia!
Andate via da questo paese, così splendido, ma così abietto.
Andate via, subito, non finanziate l'infame guerra contro i poveri condotta dal governo italiano. Andate via e spargete la voce fra tutti i vostri conoscenti: l'Italia è un paese razzista, boicottatelo!!!

01 settembre 2012

Avaaz ci aiuta a lottare per un mondo a tanti colori


Il 29 agosto 2012 abbiamo cominciato a interessarci ad Avaaz, una realtà che potrebbe causare qualche fastidio a noi che siamo scopertamente favorevoli a cose come la lapidazione delle adultere di Tabriz o la vessazione delle lesbiche siriane.
Per verificare la serietà di Avaaz sono bastati un paio di giorni, trascorsi a tenere conto del numero -e soprattutto della qualità- delle adesioni ottenute da un appello in cui si chiede alle autorità legislative dello stato che occupa la penisola italiana di abolire la luce rossa dei semafori e il relativo obbligo di arresto della marcia per veicoli e pedoni.
Il testo della petizione è stato tratto da un quesito referendario presentato nel 1995 dalla rivista satirica Cuore allo scopo di "spazzare via tutti i lacci e lacciuoli burocratici che hanno finora bloccato gli investimenti in campo stradale".
Questo non per rendere evidente il fatto che in vent'anni nulla è cambiato nella scriteriata idiozia del legislatore (cosa di cui non c'è alcun bisogno) ma per contribuire ad un mondo a tanti colori in cui le persone possano muoversi liberamente.

 La libertà di muoversi deve trionfare sulle odiose restrizioni imposte da una 
rossobruna legislazione nazianarcoislamocomunista 
intrisa di uno stalinismo sconfitto dalla storia.

Sono bastati un paio di giorni per raccogliere più di cinquecento adesioni; naturalmente Avaaz permette di interessare di ogni battaglia di civiltà l'altrettanto serio Libro dei Ceffi e l'ancor più costruttivo Cinguettatore.
Si riportano qui le istruzioni fornite da Avaaz per gestire la petizione, che sono un miscuglio tra l'invito ad arrangiarsi e una lezione di lobbismo spicciolo.
Consegnale di persona
Puoi scegliere di inviare la petizione tu stesso scaricando la lista delle firme e consegnandola al destinatario. Per farlo, segui le istruzioni qui sotto.
Scarica le firme
Clicca il tasto qui sotto e scarica il PDF con i dati dei firmatari.
Invia un'email al destinatario
Scrivi un messaggio al tuo destinatario dal tuo indirizzo email personale e allega il PDF. Assicurati di non essere offensivo e includi una esplicita richiesta in modo da far capire loro di cosa stai parlando e cosa i firmatari vogliono che lui faccia.
Continua a seguirlo
Se il tuo destinatario è come la maggior parte delle persone, potrebbe essere impegnato e non accorgersi dei nuovi messaggi di posta elettronica. Chiamalo e assicurati che abbia ricevuto e preso nota delle firme: puoi cogliere la telefonata come un'opportunità per coinvolgerlo ancora di più.
Consegna delle firme
Se abiti vicino al tuo destinatario, puoi considerare l'idea di consegnargli la petizione di persona. Puoi stampare le firme o consegnargliele in via telematica.
Insisti finché non ottieni il risultato che vuoi
Magari la petizione è l'unica cosa di cui hai bisogno per vincere la tua battaglia ... oppure no. Ora che hai inviato la petizione e ottenuto un bel po' di sostegno, puoi pensare alla prossima mossa per aumentare la pressione!

Avaaz.org è intestato al signor Matt Holland della Avaaz Foundation, con sede al numero 84 di Quai de Jemmapes a Parigi (il telefono però smbra che sia amriki: +1.9173883988).
Al numero 84 di Quai de Jemmapes è possibile che vi siano anche un sottoscala o una soffitta di quelli che fino a non troppi anni fa ospitavano i dissidenti veri che tiravano avanti tra sigarette senza filtro e samizdat, ma a prima vista (secondo lo stradario di Google) ci si trova un classico palazzo parigino dall'aspetto facoltoso, sede di un'organizzazione per l'imprenditoria alternativa, quella che dice di conciliare economia e sviluppo umano.
A questo "La Ruche" fanno capo varie organizzazioni con dei bei logo colorati.
Speriamo che non siano tutte come quella del signor Holland, che pensa -o più probabilmente vuole che si pensi- che le autorità legislative di uno stato sovrano dovrebbero tenere conto della volontà popolare incarnata da progressisti combattivi come la finlandese Mika Katsi o il mongolo Va Fangul, che insieme al britannico Lee Mortache si sono uniti alla statunitense Mary Poppins ed ad altri cinquecento e passa nomi di tutte le provenienze, al punto che
i firmatari andavano da persone famose come Kevin Costner a semplici cittadini come Conto Offshore (dalle Bahamas) e il Nano Gongolo; c’erano esponenti della cultura (da Cecco Angiolieri ad Alvaro Vitali); del mondo dello sport (da Mario Balotelli ad Anders Behring Breivik); della politica (dal Mulla Omar ad Augusto Ugarte Pinochet); della religione (dal Dalai Lama a Padre Pio, passando per tutti i papi dei primi due secoli) e persino appartenenti a diverse specie (da Lonesome George  a Kanzi).