12 marzo 2012

Le libere gazzette "occidentali" raccontano la modernità del Libano


Libano paese controverso dove coesistono integralismi di marca religioso e improvvisi slanci di modernità:
ecco una sfilata di lingerie presso la stazione sciistica di Mzaar (Reuters)


Non resta che prendere atto di quello che riferisce l'ignoto gazzettinista del Corriere della Sera.
Il Corriere della Sera, per intenderci, è la gazzetta moderata che ha diffuso per anni le secrezioni di Oriana Fallaci e di Magdi Allam tenendo in conto di terrorista chiunque osasse riderne.
Questa roba a Mzaar è una specie di appuntamento annuale di cui il gazzettaio riferisce ogni volta con puntiglio e accuratezza. Quindi è giusto concluderne che secondo i gazzettieri modernità in Libano -ma anche altrove- sta a significare "giovani donne poco vestite che si aggirano in mezzo alla neve".
Secondo gazzettieri della stessa risma, integralismo di marca religiosa invece significa "fare tutto quello che dovrebbe fare un governo, dal raccogliere i rifiuti al far funzionare gli ospedali fino al rimettere in sesto le scuole".
Non c'è altro da aggiungere.

10 marzo 2012

Achille Totaro, un erudito poliedrico che passa dalla storiografia alla geopolitica


Secondo i dati disponibili lo stato che occupa la penisola italiana riconosce a chi si procura un seggio nella sua camera alta circa cinquemila euro al mese di indennità netta.
La maggioranza dei sudditi deve lavorare sul serio per almeno tre mesi solo per avvicinarsi ad una simile cifra.
Nonostante il principio di realtà giochi pesantemente contro la nostra ipotesi, nulla vieta di pensare che questo non faccia sorgere in qualche remotissimo e dimenticato angolo di alcune coscienze qualcosa di simile ad un senso di colpa, dal quale è d'uso liberarsi dando intendere a se stessi e soprattutto agli altri che almeno qualche volta si è in grado di comportarsi anche in modo costruttivo.
In caso contrario i sudditi sarebbero portati a svalutare pesantemente l'azione dell'elettorato passivo e delle figure che ne fanno parte: nel caso di Achille Totaro, ad esempio, potrebbero concludere che questa somma gli viene riconosciuta essenzialmente perché è grasso.
E perché è di Scandicci.
Consapevolissimi dell'eventualità, gli occupanti della camera alta si danno da fare -quando non sonnecchiano, non consumano alcolici e salumi durante le sessioni di assemblea, quando non frequentano ristoranti ed altri luoghi di piacere- fornendo innanzitutto materiali pubblicabili ai loro gazzettieri di riferimento. Considerando soltanto gli ultimissimi sviluppi del caso specifico, nel febbraio 2012 Achille Totaro ha cercato di dare prova delle proprie competenze in materia di storiografia contemporanea. Una questione sulla quale ci siamo già espressi con un po' più di completezza, se non altro perché abbiamo evitato di giudicare un saggio di storia limitandone la lettura alle prime sette righe della prefazione.
Il problema, con le gazzette, è che le questioni da esse sollevate lasciano il tempo che trovano in pochi giorni, se non in poche ore: uno dei peraltro frequenti casi in cui questo non succede si verifica quando i materiali forniti da qualche elettore passivo rientrano in un'operazione di linciaggio mediatico o in una campagna stampa. Allora, qualsiasi idiozia venga escreta da certi ben vestiti riempie l'agenda setting da un mese all'altro. Tuttavia si tratta di casi non sempre prevedibili: la visibilità mediatica intesa come giustificativo per il proprio ben retribuito operato richiede dunque un rapporto con i gazzettieri pressoché continuo ed una considerevole dose di quella inventiva miserabile che insieme ai comportamenti abietti, alla viltà e alla propensione agli atti delatori da oltre dieci anni costituisce una sorta di marchio distintivo della politica "occidentalista".
Nel marzo 2012 la visibilità mediatica di Achille Totaro ristagna nuovamente, dopo la su ricordata performance da critico storiografico.
Per fortuna gli è venuta incontro la cronaca.
Da qualche settimana due fucilieri di marina appartenenti alle forze armate dello stato che occupa la penisola italiana sono detenuti nello stato del Kerala, nella Repubblica dell'India.
Negli ultimi anni è ritornato in uso di imbarcare militari con armi leggere sulle navi a rischio pirateria: i fucilieri sono accusati di aver ucciso due cittadini della Repubblica dell'India e sono stati presi in consegna dalle autorità indiane.
La voce corrente sulle gazzette attribuisce loro un ruolo che sta tra la merce di scambio ed il capro espiatorio nel contesto di una elezione suppletiva locale. I ben nutriti esponenti dell'elettorato passivo "occidentalista", Achille Totaro in testa, hanno invece statuito che si tratta di una "ingiusta detenzione" accusando gli avversari politici di "vergognarsi" dei loro militari.
La contromisura messa in atto dagli "occidentalisti" è di sicurissima efficacia e certamente capace di una profonda influenza sugli eventi. Uno striscione appeso fuori da una sede di "partito".

Achille Totaro ed altri ben vestiti durante la durissima attività lavorativa quotidiana.

La cosa ispira una lunga serie di riflessioni.
In primo luogo le critiche agli avversari politici sono ingiuste: l'esposizione di materiali paragonabili, ad esempio in occasione della "rivoluzione verde" che ci si augurava minasse dalle fondamenta le istituzioni della Repubblica Islamica dell'Iran o in concomitanza con il caso mediatico legato a Sakineh Mohammadi Ashtiani documentano in modo evidente il fatto che i sedicenti avversari politici degli "occidentalisti" sono capaci di dare prova di altrettanta starnazzante incompetenza.
In secondo luogo la classe politica dello stato che occupa la penisola italiana, di concerto con il panorama gazzettiero, ha per molti anni utilizzato vicende dello stesso genere per trarre legittimazione e voti. Il volume di Carlo Corbucci "Il terrorismo islamico, falsità e mistificazione" raccoglie 1740 pagine di atti processuali che rendicontano in grande maggioranza vicende di questo tipo, iniziate con arresti plateali e mediaticamente sfruttati fino all'esasperazione e finiti a sentenza nell'indifferenza generale, nella grandissima maggioranza dei casi dopo che la valanga di accuse da ergastolo rovesciata sulle vittime sacrificali era stata derubricata in modo massiccio.
A volte la macchina da linciaggio a servizio della politicia "occidentalista" non ha avuto neppure bisogno di andare a cercare all'estero. In un caso specifico fu orchestrata una intera campagna di denigrazione mediatica e giudiziaria per arrestare col massimo riscontro gazzettiero possibile tre sudditi dello stato che occupa la penisola italiana e due cittadini della Repubblica di Turchia.
I primi furono rimessi in libertà con tante scuse dopo qualche settimana, i secondi -che non avevano certo ammazzato qualcuno- condannati ad anni di carcere senza che la Repubblica di Turchia ne avesse neppure chiesto l'estradizione per accuse tanto discutibili che a pena scontata è stato concesso ad uno lo status di rifugiato politico, all'altro l'espulsione verso la Germania. Per arrivare a questo fondamentale e strepitoso risultato l'apparato repressivo dello stato che occupa la penisola italiana svolse cinquantaseimila ore di intercettazioni telefoniche, cinquemila ore di intercettazioni ambientali, duemilacinquecento di servizi di osservazioni, controllo e pedinamento, duemila ore di riprese filmate, diecimila ore di intercettazioni telematiche e seicento ore di decodifica di dati informatici. Settantacinquemila ore di lavoro, milioni di euro solo in questo caso. E i casi simili, solo negli ultimi anni, sono stati decine.
In terzo luogo è giusto e doveroso additare a chi legge le motivazioni di tanto striscionesco affannarsi, e soprattutto certi non detti che sono ricorrenti nella weltanschauung "occidentalista". Parlando al deserto come e più del solito -il muro di indifferenza con cui Firenze reagisce a certi argomenti è lodevolmente solido- Il PDL ciancia di "ideologia e schizofrenia di atteggiamenti" ricorrendo al linguaggio medico e psichiatrico con cui la propaganda totalitaria è da sempre solita delegittimare gli avversari, e dimenticando ovviamente di far presente che a differenza di altri fortunati intestatari di striscioni i fucilieri di marina sono comunque prigionieri di uno stato sovrano e non di un qualche gruppo od organizzazione armata priva di riconoscimento.
Va ricordato che la Repubblica dell'India è una potenza nucleare ed industriale in piena ascesa, le cui forze armate contano su un milione e trecentoventicinquemila uomini in servizio e su un altro milione e centocinquantacinquemila riservisti, più oltre due milioni di paramilitari. Asserire -cosa che non ci meraviglierebbe affatto, dati i "valori" propugnati dagli "occidentalisti"- che qualche taumaturgico suprematismo razziale esima i sudditi armati che lo stato che occupa la penisola italiana impiega in zona da intromissioni anche pesanti non può avere dunque alcuna pretesa di realismo, al pari di qualsiasi cosa e di qualunque argomento gli "occidentalisti" sfiorino nelle loro produzioni mediatiche.
Avendo con ogni evidenza altro tempo da sprecare ed altre figuracce da raccogliere, gli "occidentalisti" di Firenze hanno invitato la cittadinanza ad aderire via mail all'iniziativa.
Ci siamo premurati di seguire il loro consiglio.
Il testo delle e-mail che abbiamo inviato ai vertici dell'amministrazione è di segno opposto a quello auspicato dai patrocinatori.

From: info@iononstoconoriana.com
To: sindaco@comune.fi.it; presidenza.consiglio@comune.fi.it
Object: NO allo striscione per i fucilieri di marina

Signori,

a seguito dell'invito rivolto alla cittadinanza dai vertici del PDL fiorentino, con la presente Vi comunichiamo che non teniamo affatto all'affissione nelle sedi istituzionali di uno striscione dedicato a Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.
Gli striscioni vanno bene per le partite di pallone, non per la geopolitica.
Il fatto che il PDL mostri una abituale propensione a confondere l'una con l'altra è rivelatore del fatto che i suoi elettori, per tacere dei suoi esponenti di ogni livello, farebbero appunto meglio a limitare il proprio interesse al pallone, lasciando i rimanenti campi dello scibile a chi sia in grado di profondervi non diciamo delle autentiche competenze, ma almeno un minimo di sincera dedizione.

Saluti.

08 marzo 2012

Firenze. "Renzi per te la P38", firmato con la stella a cinque punte


La popolazione fiorentina è nota per il suo altruismo. In una notte di marzo qualche altruista ha pensato anche ai gazzettieri e al loro rischio di asfissia e soprattutto di inedia. Se non ci sono un giorno sì e l'altro anche i giridivite e le tolleranzezzèro contro insihurezzeddegràdo da sciorinare ai sudditi, il rischio è che il pubblico si azzardi ad andare in cerca di notizie vere. Un'eventualità deprecabile come poche altre.
Sicché qualcuno che ama i gazzettieri e non tollera la prospettiva di saperli digiuni, è andato a scrivere su un muro un qualche cosa che mette insieme un certo Renzi -presumibilmente il Matteo Renzi che riveste il ruolo di primo cittadino, quello che le gazzette avversarie e qualche volta anche quelle amiche ritraggono sempre a bocca semiaperta- con una certa arma di produzione tedesca.
E ha firmato tutto con una stella a cinque punte: a Firenze non si è mai sentito di roba del genere firmata con il מגן דוד ed anche המוסד, che non è né nuovo né restio all'uso di certi sistemi, di solito manifesta le proprie intenzioni in modo infinitamente più discreto.
L'episodio in sé è insignificante al pari di mille altri dello stesso genere. Le decine di attestazioni di solidarietà piovute all'istante addosso a Matteo Renzi, il boiscàut in quota PD senza la L che riveste la carica su precisata, fanno comodo come scusa per riprodurre un vecchio ed eloquente post di Miguel Martinez.


Pennarellarne uno per stanarne cento
(Miguel Martinez, 27 febbraio 2007)

Allora, un ragazzino prende un pennarello e disegna una stella a cinque punte e le lettere BR (che si leggono "buuu!") vicino al citofono di Carlo Rossella, il direttore del TG5.
Per chi ha la memoria lunga, Carlo Rossella è il signore che spacciò il dossier-bufala sulle "armi di distruzione di massa irachene" all’ambasciata statunitense a Roma.[1] I circa 650.000 morti in Iraq dopo non sono tutti merito suo, ma buona parte sì.
Il giorno prima, un altro ragazzino, o forse lo stesso, ha scritto "GIORDANO RAUS" sotto casa dell’omonimo sub-Bertinotti e ha disegnato uno/a svastica: miracolosamente per il verso giusto e senza snodi sbagliati.

Ecco quello che succede dopo:

20.59.00-(ADNK) TERRORISMO: PENATI, CONTRO ROSSELLA IGNOBILE INTIMIDAZIONE
20.54.00-(ANSA) TERRORISMO: DA UIL PIENA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
20.50.00-(DIRE) BR. RUTELLI TELEFONA A ROSSELLA
20.50.00-(DIRE) BR. RUTELLI TELEFONA A ROSSELLA
20.42.00-(ADNK) TERRORISMO: LUMIA (DS), SOLIDARIETA’ A CARLO ROSSELLA
20.42.00-(ANSA) TERRORISMO: MARRAZZO, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
20.33.00-(DIRE) BR. SCAJOLA: TENERE ALTA LA GUARDIA CONTRO I FIANCHEGGIATORI
20.33.00-(DIRE) BR. SCAJOLA: TENERE ALTA LA GUARDIA CONTRO I FIANCHEGGIATORI
20.30.00-(DIRE) BR. MELONI: CONTRO ROSSELLA GRAVE GESTO INTIMIDATORIO
20.30.00-(DIRE) BR. MELONI: CONTRO ROSSELLA GRAVE GESTO INTIMIDATORIO
20.30.00-(ADNK) TERRORISMO: GIORGIA MELONI, PIENA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
20.18.00-(ANSA) TERRORISMO: L.MORATTI, CON MILANESI VICINA A CARLO ROSSELLA
20.15.00-(ANSA) TERRORISMO:FOLLINI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, ALTA LA GUARDIA
20.13.00-(ADNK) TERRORISMO: MORATTI, A ROSSELLA SOLIDARIETA’ MIA E DEI MILANESI
20.13.00-(DIRE) BR. FOLLINI: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
20.13.00-(DIRE) BR. FOLLINI: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
20.09.00-(ADNK) TERRORISMO: LUMIA (DS), IGNOBILE INTIMIDAZIONE A ROSSELLA
20.08.00-(ANSA) TERRORISMO: SCAJOLA;INTIMIDAZIONE A ROSSELLA,NO MINIMIZZARE
20.06.00-(ADNK) TERRORISMO: SCAJOLA SOLIDALE CON ROSSELLA, SEGNALE DA NON MINIMIZZARE
20.00.00-(ASCA) ROSSELLA: BASSOLINO, VITTIMA GESTO INTIMIDATORIO
20.00.00-(ADNK) TERRORISMO: UIL, PIENA SOLIDARIETA’ A CARLO ROSSELLA
19.56.00-(ADNK) TERRORISMO: FOLLINI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA TENERE ALTA LA GUARDIA
19.48.00-(ADNK) TERRORISMO: POLVERINI, SOLIDARIETA’ A CARLO ROSSELLA
19.48.00-(ANSA) TERRORISMO: BERTINOTTI, SOLIDARIETA’ E VICINANZA A ROSSELLA
19.47.00-(ASCA) ROSSELLA: SOLIDARIETA’ DI LONARDO E DEL CONSIGLIO REGIONALE CAMPANO
19.46.00-(ANSA) TERRORISMO: BARBATO, SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
19.43.00-(DIRE) BR. BERTINOTTI: AFFETTUOSA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
19.43.00-(DIRE) BR. BERTINOTTI: AFFETTUOSA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
19.39.00-(ASCA) ROSSELLA: CICCHITTO, AVVERTIMENTO CHE NON VA SOTTOVALUTATO
19.36.00-(ASCA) ROSSELLA: LA SOLIDARIETA’ DI BERTINOTTI, GESTO VILE E INSENSATO
19.35.00-(ANSA) TERRORISMO: VITO (FI), PIENA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
19.35.00-(ASCA) ROSSELLA: RONCHI, DA AN PIENA SOLIDARIETA’ AL DIRETTORE DEL TG5
19.34.00-(DIRE) BR. CESA: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, NON ABBASSARE LA GUARDIA
19.34.00-(DIRE) BR. CESA: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, NON ABBASSARE LA GUARDIA
19.33.00-(ADNK) TERRORISMO: SOLIDARIETA’ BERTINOTTI A ROSSELLA
19.32.00-(ANSA) TERRORISMO:PRC SENATO, SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
19.32.00-(ANSA) TERRORISMO: MATTEOLI,SOLIDARIETA’ DA SENATORI AN A ROSSELLA
19.30.00-(ANSA) TERRORISMO: SOLIDARIETA’ DAI PARLAMENTARI LOMBARDI DI FI
19.29.00-(DIRE) TERRORISMO. CHITI: ATTI INTOLLERABILI CONTRO GIORDANO E ROSSELLA
19.29.00-(DIRE) TERRORISMO. CHITI: ATTI INTOLLERABILI CONTRO GIORDANO E ROSSELLA
19.29.00-(ANSA) TERRORISMO: RONCHI, AN SOLIDALE CON CARLO ROSSELLA
19.29.00-(ANSA) TERRORISMO: MARINI TELEFONA A ROSSELLA, SOLIDARIETA’
19.28.00-(ASCA) ROSSELLA: CHITI, ATTI INTOLLERABILI CHE VANNO COMBATTUTI IN MODO UNANIME
19.26.00-(ASCA) ROSSELLA: CESA, MAI ABBASSARE LA GUARDIA CONTRO TERRORISMO
19.21.00-(ANSA) TERRORISMO: LOIERO, NON SOTTOVALUTARE MINACCE A ROSSELLA
19.21.00-(ADNK) TERRORISMO: VITO (FI), SOLIDARIETA’ A CARLO ROSSELLA
19.20.00-(ANSA) TERRORISMO: CHITI, SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
19.20.00-(ANSA) TERRORISMO: BASSOLINO, ROSSELLA VITTIMA DI UN GESTO IGNOBILE
19.20.00-(ANSA) TERRORISMO:PRODI CHIAMA ROSSELLA, SCONCERTO E PREOCCUPAZIONE
19.14.00-(ADNK) TERROISMO: CICCHITTO, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
19.12.00-(ADNK) TERRORISMO: SOLIDARIETA’ RONCHI A ROSSELLA
19.05.00-(ADNK) TERRORISMO: DELLA VEDOVA SOLIDALE CON ROSSELLA, STRANO SILENZIO FNSI
19.04.00-(ASCA) ROSSELLA: BOSELLI, PREOCCUPATI PER GESTI CHE CREANO CLIMA PESANTE
19.04.00-(ADNK) TERRORISMO: CESA, CONTRO ROSSELLA GRAVE ATTO INTIMIDATORIO
19.00.00-(ADNK) TERRORISMO: BOSELLI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.59.00-(ADNK) TERRORISMO: BASSOLINO, ROSSELLA VITTIMA DI GESTO IGNOBILE
18.55.00-(ANSA) TERRORISMO: TAJANI, A ROSSELLA SOLIDARIETA’ EURODEPUTATI FI
18.52.00-(ASCA) ROSSELLA: BONDI, ORA E’ IMPORTANTE NON ABBASSARE LA GUARDIA
18.46.00-(ANSA) TERRORISMO: DELLA VEDOVA, STRANO SILENZIO FNSI SU ROSSELLA
18.46.00-(ANSA) TERRORISMO: REALACCI, CONTRO ROSSELLA GESTO INTOLLERABILE
18.45.00-(ADNK) TERRORISMO: LANDOLFI, SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
18.45.00-(ADNK) TERRORISMO: BONDI,SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.44.00-(ASCA) ROSSELLA: TELEFONATA DI SOLIDARIETA’ DI MARINI
18.44.00-(ANSA) TERRORISMO: BONDI, NON ABBASSARE LA GUARDIA
18.42.00-(ANSA) TERRORISMO: STELLA A 5 PUNTE SOTTO CASA ROSSELLA, INDAGINI
18.41.00-(ADNK) NOTIZIE FLASH: 3/A EDIZIONE – LA CRONACA
18.39.00-(ANSA) TERRORISMO: FORMIGONI, ROSSELLA NON SI FARA’ INTIMIDIRE
18.38.00-(ADNK) TERRORISMO: MIGLIORE, CONTRO ROSSELLA VILE INTIMIDAZIONE
18.34.00-(ASCA) ROSSELLA: FRANCESCHINI, C’E’ CLIMA CHE VA COMBATTUTO DA TUTTI
18.31.00-(ANSA) TERRORISMO: FRANCESCHINI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.31.00-(ADNK) TERRORISMO: REALACCI, CONTRO ROSSELLA GESTO INTOLLERABILE
18.31.00-(ADNK) TERRORISMO: CAMPANIA, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA DA CONSIGLIO REGIONALE
18.31.00-(ADNK) TERRORISMO: FRANCESCHINI (ULIVO), SOLIDARIETA’ A CARLO ROSSELLA
18.30.00-(ASCA) ROSSELLA: PIENO SOSTEGNO MEDIASET A DIRETTORE TG5
18.29.00-(ANSA) TERRORISMO:LA LOGGIA,SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, CLIMA TENSIONE
18.28.00-(ADNK) TERRORISMO: LA LOGGIA, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.27.00-(ADNK) NOTIZIE FLASH: 3/A EDIZIONE (ORE 18.30) – I TITOLI
18.27.00-(ADNK) TERRORISMO: PRC SENATO, FORTE SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
18.24.00-(ADNK) TERRORISMO: LA SOLIDARIETA’ DI GASBARRA A ROSSELLA
18.23.00-(ADNK) TERRORISMO: TAJANI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.17.00-(ANSA) TERRORISMO: LANDOLFI, SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
18.17.00-(ASCA) ROSSELLA: CASTELLI, ATTI VILI PER CAMPAGNA ODIO CONTRO LA CDL
18.15.00-(ANSA) TERRORISMO: MEDIASET, ‘AL FIANCO DI CARLO ROSSELLA’
18.15.00-(ASCA) ROSSELLA: PECORARO, SERVE MASSIMA UNITA’ CONTRO ATTI VIGLIACCHI
18.13.00-(ANSA) TERRORISMO: MIGLIORE, SOLIDARIETA’ GRUPPO PRC A ROSSELLA
18.11.00-(ANSA) TERRORISMO: PECORARO, PROFONDA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.10.00-(ANSA) TERRORISMO: LONARDO, PIENA SOLIDARIETA’ A CARLO ROSSELLA
18.10.00-(ADNK) TERRORISMO: PECORARO, PROFONDA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.08.00-(ASCA) ROSSELLA: LANDOLFI, EPISODI ESECRABILI CHE NON VANNO SOTTOVALUTATI
18.08.00-(DIRE) BR. PECORARO: PROFONDA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.08.00-(DIRE) BR. PECORARO: PROFONDA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
18.05.00-(ADNK) TERRORISMO: SOLIDARIETA’ DI FORMIGONI A CARLO ROSSELLA
18.02.00-(DIRE) BR. CASTELLI: MINACCE A ROSSELLA PER CAMPAGNA ODIO CONTRO CDL
18.01.00-(DIRE) BR. CASTELLI: MINACCE A ROSSELLA PER CAMPAGNA ODIO CONTRO CDL
18.00.00-(ANSA) TERRORISMO: SCHIFANI, ROSSELLA NON SI FARA’ INTIMORIRE
17.57.00-(ANSA) TERRORISMO: MARTUSCIELLO, SENTITA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.56.00-(ANSA) TERRORISMO: CASTELLI,TUTTA LA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.47.00-(ADNK) TERRORISMO: CASTELLI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.45.00-(ANSA) TERRORISMO: VELTRONI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.43.00-(DIRE) BR. VELTRONI A ROSSELLA: NESSUNA INTIMIDAZIONE TI CONDIZIONERA’
17.43.00-(DIRE) BR. VELTRONI A ROSSELLA: NESSUNA INTIMIDAZIONE TI CONDIZIONERA’
17.41.00-(DIRE) BR. BONANNI: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, TENIAMO ALTA LA GUARDIA
17.41.00-(DIRE) BR. BONANNI: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, TENIAMO ALTA LA GUARDIA
17.39.00-(ANSA) TERRORISMO: EVANGELISTI, PIENA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.38.00-(ANSA) TERRORISMO: COSSIGA, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.35.00-(ADNK) TERRORISMO: SOLIDARIETA’ DI VELTRONI A ROSSELLA
17.34.00-(ASCA) ROSSELLA: SCHIFANI, NON SI LASCERA’ INTIMORIRE
17.34.00-(ANSA) TERRORISMO: DA MASTELLA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.33.00-(ASCA) ROSSELLA: VELTRONI, NON SI FARA’ CONDIZIONARE DA INTIMIDAZIONI
17.33.00-(ADNK) TERRORISMO: SOLIDARIETA’A ROSSELLA DA ASSOCIAZIONE LOMBARDA GIORNALISTI
17.28.00-(ADNK) TERRORISMO: BONAIUTI, DA FI SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.27.00-(ADNK) TERRORISMO: BONANNI, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.25.00-(ADNK) TERRORISMO: SCHIFANI, ROSSELLA NON SI LASCERA’ INTIMORIRE
17.21.00-(ASCA) ROSSELLA: MASTELLA, NON CI FAREMO INTIMIDIRE DA CHI VUOLE NUOVI ANNI BUI
17.20.00-(ANSA) TERRORISMO: CICCHITTO, NON SOTTOVALUTARE MINACCIA A ROSSELLA
17.19.00-(DIRE) BR. MASTELLA: ROSSELLA VITTIMA DI UN GRAVE ATTO DI INTIMIDAZIONE
17.19.00-(DIRE) BR. MASTELLA: ROSSELLA VITTIMA DI UN GRAVE ATTO DI INTIMIDAZIONE
17.15.00-(ADNK) TERRORISMO: MASTELLA, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
17.12.00-(ADNK) TERRORISMO: CUILLO (DS), SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
17.08.00-(DIRE) TERRORISMO. CUILLO: SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
17.08.00-(DIRE) TERRORISMO. CUILLO: SOLIDARIETA’ A GIORDANO E ROSSELLA
17.06.00-(ANSA) TERRORISMO: CUILLO (DS), SOLIDALI CON GIORDANO E ROSSELLA
17.04.00-(ANSA) TERRORISMO: ROSSELLA, NON MI FACCIO INTIMIDIRE DA UNA STELLA(2)
17.03.00-(ADNK) TERRORISMO: MATTEOLI, SENATORI AN SOLIDALI CON ROSSELLA
17.00.00-(ASCA) ROSSELLA: MATTEOLI, SENATORI AN SOLIDALI PER VILE INTIMIDAZIONE
16.50.00-(ASCA) ROSSELLA: DILIBERTO, SOLIDARIETA’ PER VILE INTIMIDAZIONE
16.47.00-(ANSA) TERRORISMO: ROSSELLA, NON MI FACCIO INTIMIDIRE DA UNA STELLA
16.46.00-(ANSA) TERRORISMO: BONAIUTI, DA FI SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
16.45.00-(DIRE) BR. BONAIUTI A ROSSELLA: NESSUNO TI FERMERA’
16.45.00-(DIRE) BR. BONAIUTI A ROSSELLA: NESSUNO TI FERMERA’
16.44.00-(ANSA) TERRORISMO: DILIBERTO (PDCI), SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
16.43.00-(DIRE) BR. DILIBERTO: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, FORTE PREOCCUPAZIONE
16.43.00-(DIRE) BR. DILIBERTO: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA, FORTE PREOCCUPAZIONE
16.39.00-(ADNK) TERRORISMO: ROSSELLA, NON MI FACCIO INTIMIDIRE SPERO GESTO SOLO EMULATIVO
16.25.00-(ANSA) TERRORISMO: SOLIDARIETA’ GIORDANO A ROSSELLA
16.21.00-(ANSA) TERRORISMO: MURA (IDV), SOLIDARIETA’ A CARLO ROSSELLA
16.05.00-(ADNK) TERRORISMO: SOLIDARIETA’ A ROSSELLA DA CDR TG5
16.02.00-(ADNK) TERRORISMO: STELLA A CINQUE PUNTE SUL CITOFONO DI CARLO ROSSELLA
15.41.00-(ANSA) TERRORISMO: CDR TG5, SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
15.33.00-(ASCA) ROSSELLA: GIORDANO, PROFONDA SOLIDARIETA’ AL DIRETTORE DEL TG5
15.17.00-(ASCA) ROSSELLA: LUSETTI, PIENA SOLIDARIETA’ A DIRETTORE TG5
15.07.00-(ANSA) TERRORISMO: LUSETTI, PIENA SOLIDARIETA’ A ROSSELLA
13.54.00-(ANSA) TERRORISMO: STELLA A CINQUE PUNTE SOTTO CASA CARLO ROSSELLA

A qualcuno serve un pennarellatore a domicilio?
Posso disegnare stelle a cinque punte, svastiche anche levogire, mezzelune islamiche con autentiche lettere arabe.
Non mi chiedete il simbolo di Hezbollah che è troppo complicato.

p.s. Pietro, i cui commenti sono un elemento di grande ricchezza per questo blog, ha colto esattamente il senso antropologico di questa sfilata di "solidarietà":
"La nuova, e quanto esteticamente più misera, etichetta di corte d’una casta d’ignobili, neppure di nobili decaduti. Sembra di sentire declamate quelle frasi da un gran camerlengo più sgarrupato dei pazziarelli di Napoli, e al posto di quello del bastone il suono “fesso”, non certo pieno, dei termini terrorismo/br e affini."

Nota:

[1] Si veda ad esempio Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, il Saggiatore, Milano, 2006, p. 126.

06 marzo 2012

Elezioni legislative nella Repubblica Islamica dell'Iran: alta partecipazione e sostegno all'Imam Khamenei


Elettori in fila ai seggi nella città di Qom, marzo 2012.

Traduzione daAbna.ir

Il risultato finale delle elezioni evidenzia il massiccio sostegno del popolo iraniano all'Imam Khamenei

Il ministro dell'interno ha annunciato che secondo i risultati definitivi delle elezioni parlamentari tenutesi venerdi scorso, il 64% degli aventi diritti ha partecipato al voto; una quota di partecipazione mai raggiunta negli ultimi dieci anni in occasione delle consultazioni legislative, che dimostra il forte sostegno del popolo iraniano per l'assetto statale islamico e per la Guida Suprema.

In base ai risultati finali annunciati dal ministro Mostafa Mohammad Najjar, nelle none elezioni parlamentari tenutesi venerdi in tutto il paese sono stati deposti nelle urne trentuno milioni di schede elettorali: il 64% dei quarantotto milioni di aventi diritto al voto ha preso parte alle elezioni.
Un dato che mostra una crescita della partecipazione del 13% rispetto alle ottave e alle settime elezioni legislative, che avevano fatto registrare il 51,15% ed il 51% rispettivamente.
Venerdi la partecipazione è stata tanto alta che il ministero dell'interno è stato costretto a spostare quattro volte l'orario di chiusura dei seggi. La partecipazione è stata massiccia fin dalle otto del mattino di venerdi, ed in molti seggi molte persone si sono messe in fila addirittura tre ore prima dell'apertura per essere tra le prime a deporre la propria scheda nell'urna.
I giornalisti stranieri sono rimasti stupiti alla vista del gran numero di persone che si sono messe in fila davanti ai seggi anche diverse ore prima della loro apertura ufficiale.
Gli analisti pensano che la massiccia partecipazione alle elezioni di venerdi rappresenti un chiaro messaggio rivolto all'Occidente. Gli osservatori politici, anche quelli occidentali, credono che gli iraniani abbiano inviato una decisissima risposta alla retorica bellicista statunitense, tramite la loro partecipazione di massa al voto.
L'alto livello raggiunto dalla partecipazione alle elezioni, le prime a svolgersi a livello nazionale dopo i disordini del 2009 a Tehran, ha mostrato anche la forte opposizione popolare alle mosse sediziose intentate e guidate dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009 da alcuni dei candidati di allora, Mir Hossein Moussavi e Mehdi Karroubi.
Dopo l'annuncio ufficiale dei risultati elettorali del 13 giugno 2009 i sostenitori del principale avversario di Ahmadinejad Mir Hossein Moussavi, che non aveva riconosciuto i risultati, manifestarono nelle strade di Tehran e di altre città per diversi giorni.
In risposta, milioni di iraniani manifestarono a loro volta con decisione e fecero cessare le dimostrazioni ed i disordini che erano durati per settimane nella capitale.
Gli analisti pensano che l'alta partecpazione alle elezioni legislative del 2 marzo, in un momento in cui vengono inasprite le sanzioni contro l'Iran, abbiano mostrato il palese sostegno del popolo iraniano per la Guida Suprema, l'ayatollah Seyed Ali Khamenei, non soltanto nei confronti dell'opposizione interna, ma anche nei confronti dei nemici esterni.
Dopo aver votato, la Guida SUprema della Rivoluzione Islamica, l'ayatollah Seyed Ali Khamenei, ha evidenziato l'importanza della grande partecipazione riscontrata in queste none consultazioni legislative per la sicurezza e l'integrità dell'Iran.
"Tanto maggiore entusiasmo e tanto maggiore motivazione le persone mettono nel recarsi ai seggi, tanto migliore e tanto più fruttuosa sarà la loro partecipazione alla costruzione del futuro e del prestigio del nostro paese e al mantenimento della sua sicurezza e della sua integrità", ha affermato l'ayatollah Khamenei dopo aver votato a Tehran nelle prime ore di venerdi mattina.
Khamenei ha anche sottolineato il fatto che questa nona consultazione legislativa ha rappresentato una sorta di banco di prova, ed ha detto che "dal momento che molte invettive e molte grida e molte parole di minaccia si levano contro la nazione iraniana, in occasione di questa tornata elettorale la nazione si trova messa alla prova: può esprimersi al meglio, ed il suo modo di esprimersi passa attraverso l'azione".
L'ayatollah Khamenei aveva in precedenza affermato che l'Iran avrebbe mostrato ai propri nemici la propria forza e la propria determinazione partecipando in massa alle elezioni legislative.
"L'Iran prenderà a schiaffi le potenze arroganti anche più forte di quanto ha fatto l'undici febbraio (in occasione delle manifestazioni popolari per l'anniversario del trionfo della Rivoluzione Islamica in iran), e mostrerà ai suoi nemici la propria forza e la propria determinazione", aveva detto l'ayatollah Khamenei rivolgendosi ad un numeroso uditorio a Tehran alla fine di febbraio.
Khamenei aveva parlato delle elezioni legislative definendole una cartina di tornasole più importante rispetto alle ultime elezioni tenutesi nel paese, e aveva detto che "il fronte delle potenze arroganti dovrebbe sapere che non c'è nulla che esso possa fare contro la nazione iraniana".

04 marzo 2012

Sulle elezioni della majlis nella Repubblica Islamica dell'Iran


File ai seggi ad Esfahan; si elegge la majlis nel marzo del 2012.

Si sono tenute nella Repubblica Islamica dell'Iran le elezioni per la majlis.
Per la nona volta.
Il gazzettaio "occidentale" ha costituito anche in questa occasione una certezza, assicurando il solito spettacolo da circo equestre; i casi ordinari, nel mainstream del "paese" dove mangiano spaghetti, continuano con il decennale refrain sul "dittatore Ahmadinejad"; quelli che invece hanno dato tanta prova di introspezione e competenza nella valutazione della "primavera araba" -meritandosi di essere letteralmente schiaffeggiati da chiunque avesse un minimo di cognizione di causa- continuano a trattare l'argomento presentando le istanze di una minoranza che continua a rimanere tale come se fossero le uniche istanze legittime di un popolo iraniano che nelle redazioni si postula da trent'anni vessato ed oppresso. La Repubblica Islamica dell'Iran -lo abbiamo sottolineato innumerevoli volte- viene descritta come un aggregato succube e cencioso, percorso da pattuglie ringhianti che percorrono le strade e le piazze decimando gli astanti per impiccagione.
Il bias negativo con cui la sedicente "libera stampa" descrive la Repubblica Islamica dell'Iran, come la follia e come la malafede, è inscalfibile alle argomentazioni: il 64% degli aventi diritto si è presentato a votare -nella provincia centrale di Kohkilouyeh-Boyer Ahmad si sarebbe arrivati all'88%- esprimendosi secondo i primi dati contro il raggruppamento del "dittatore Ahmadinejad". I casi sono due, in questo caso come sempre: o l'elettorato iraniano non sa di vivere in una dittatura e che doveva boicottare le consultazioni perchè così c'era scritto sulle gazzettine "occidentali", o le suddette gazzettine "occidentali" e la loro "libera informazione" sono opera di gentaglia che fa di tutto, ogni giorno e si suppone per qualsivoglia materia sia sul tavolo, per meritarsi reazioni gurdjeffiane.

03 marzo 2012

I mass media e le menzogne sulla Siria. Giovanni Sarubbi intervista Ouday Ramadan


Un combattente del "libero esercito siriano" in una foto pubblicata dallo Scotsman.
All'inizio di marzo 2012 il "libero esercito siriano" avrebbe subìto un pesante rovescio
ad opera delle forze armate della Repubblica Araba di Siria, Cinguettatori e Libri dei Ceffi nonostante.
E con buona pace delle indimenticabili lesbiche di Damasco.

"Il Dialogo" si presenta come un periodico di cultura, politica, dialogo interreligioso dell'Irpinia".
Il 2 marzo 2012 mentre i paesi "occidentali" si affrettano a chiudere ambasciate e a statuire che "ad Assad restano solo poche settimane" (la stessa cosa che si sente dire da circa un anno, ossia da cinquantadue settimane), questa rivista in rete pubblica l'intervista che riportiamo e che attesta una realtà sul terreno ovviamente differente da quella mostrata ogni giorno dal mainstream. L'impressione è che la pianificata intenzione di imporre alla Repubblica Araba di Siria un "regime change" con modalità (ed esiti) di tipo libico stia per adesso incontrando scarsissima fortuna, per quanto le gazzette si sgolino come al solito a sostenere il contrario.
Riportiamo per intero l'intervista, link compresi. Il nome con cui viene correntemente indicato lo stato che occupa la penisola italiana, ed i relativi aggettivi, sono presenti nel testo originale; come sempre ce ne scusiamo con i nostro lettori, specialmente con quanti avessero appena finito di pranzare.


Siria -
Rompere la coltre di bugie di cui sono permeati i nostri mass media
a cura di Giovanni Sarubbi.

Intervista ad Ouday Ramadan che è stato in Siria con una delegazione italiana nel novembre scorso scampando anche ad un attentato del cosiddetto "Esercito Siriano Libero".

Intervistiamo oggi, sulla questione siriana di cui ci stiamo occupando oramai da molti mesi, Ouday Ramadan, siriano di nascita e italiano d'adozione. Ha 47 anni e vive in Italia dal 1986. Non è fra gli oppositori del governo Assad. Anche lui ha avuto scontri con qualche esponente della famiglia Assad che lo hanno portato ad uscire dalla Siria. Ma questo non lo ha fatto diventare un oppositore del governo Siriano che egli considera sicuramente migliore del migliore paese con un sistema capitalista occidentale. Ouday Ramadan è oggi comunista, ha vissuto in Libano dove ha anche partecipato alla lotta armata che in quel paese si è svolta. Non conosce né Dachan Mohamed Nour, delegato per l'Italia della Coalizione Siriana di Sostegno alla Rivolta Siriana, né Ossamah Al Tawil, membro del Comitato Esecutivo del Coordinamento Nazionale Siriano per il Cambiamento Democratico che abbiamo precedentemente intervistato sulla questione siriana. Ecco di seguito il testo dell'intervista che ci ha rilasciato che ha, come sempre, il solo scopo di fornire sia un diverso punto di vista, sempre importante per chi cerca di capire gli avvenimenti nazionali e soprattutto internazionali, sia ulteriori notizie e informazioni sulla vicenda siriana, prima che sia troppo tardi. Le notizie di cui sono pieni i nostri giornali non sono affatto rassicuranti. Le grandi potenze, tranne la Cina e la Russia che hanno opposto il veto all'ONU per impedire l'inizio dell'ennesima guerra, come accaduto recentemente in Libia, danno segno di non voler in alcun modo perseguire la soluzione pacifica delle controversie internazionali. A maggior ragione abbiamo il diritto di capire bene cosa sta succedendo in Siria e di pretendere il rispetto della sovranità di tutti i popoli, come prescritto dallo Statuto dell'ONU. Che la via pacifica prevalga sulla guerra. Per questo, e solo per questo, lavoriamo.

A quale gruppo appartieni? Fai parte anche tu dell'opposizione siriana in Italia? Che cosa vi proponete?

Non sono un oppositore del legittimo governo Siriano. Sono uscito dalla Siria nel 1983 a seguito di una lotta aspra contro Rifaat Al Assad, zio dell'attuale presidente che attualmente è in esilio. Sono nato e cresciuto in Libano. Sono stato prima simpatizzante del Partito Nazional Socialista Siriano (SSNP)(che non ha nulla a che vedere con il partito nazista), poi sono stato iscritto al Partito Comunista Libanese, con il quale ho partecipato alla lotta armata del Libano. Sono in Italia dal 1986 e sono stato per 15 anni consigliere comunale in un paese della Toscana. Nel 1994 sono rientrato in Siria. Non sono baathista però difendo il regime perché è socialista e anche laico, quindi lo difendo a spada tratta. Come in tutti i paesi ci sono problemi, ma nessuno che si trovasse a lavare un bambino sporco lo butterebbe via insieme all'acqua sporca. In Siria c'è stata e c'è la corruzione ma il regime socialista va mantenuto e difeso. Per me il peggiore stato socialista è sempre migliore del migliore stato capitalista.

Sulla situazione in Siria si leggono molte notizie, spesso contrastanti, molte di esse palesemente inventate come se ci fosse una regia occulta dietro. Dal tuo punto di osservazione che cosa sta accadendo realmente in Siria?
Dal 31 ottobre al 10 novembre sono stato in Siria con una delegazione. Ho fatto anche un intervento in una manifestazione di cui è stato trasmesso il filmato sulla televisione Siriana (che si può vedere qui) Sono stato ad Homs è sono scampato ad un attentato del cosiddetto "Esercito Siriano Libero". C'era con noi una troupe indipendente che ha girato 38 ore di filmati. Abbiamo girato in lungo e in largo la Siria e abbiamo constato la presenza di gruppi armati costituiti dalle forze della fratellanza islamica (il cosiddetto “Esercito Siriano Libero") che è finanziato dalla Turchia di Erdogan, dal Qatar, e dai libanesi del gruppo Futurista Hariri, che sono un gruppo della destra ultra capitalista.

Da dove nasce la crisi attuale?

La crisi attuale non è figlia dell'oggi. Il progetto va avanti fin dal 1996 ed è l'alternativa alla guerra diretta che nel 2006 Israele fece attaccando il sud del Libano. La guerra è stata sostituita dalla sovversione interna finanziando e armando gruppi di oppositori per destabilizzare e conquistare l'unico stato socialista della regione. Sono state usate e stravolte anche le cosiddette rivoluzioni arabe. Nulla da eccepire alle sollevazioni popolari che però sono finite male. In Tunisia, dove regnava Ben Ali, noto collaboratore della CIA, ed in Egitto, dove regnava Mubarak anche esso filo americano, sono ora al governo i movimenti islamici. In questi paesi ci sono milioni di persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno, solo in Egitto ve ne sono 40milioni, che diedero vita nel 2008 alla rivoluzione del pane.
In Siria invece il socialismo è forte ed è presente e per questo vogliono conquistarlo. E' l'unico paese che fornisce sanità ed istruzione gratuita per tutti. Gli studenti possono andare all'estero a studiare a spese dello Stato. A tutti gli abitanti vengono garantiti gratuitamente tutti i generi di prima necessità, compreso 1000 litri di gasolio all'anno. La critica ad Assad che bisognava fare e che non è stata fatta è che ha accettato il FMI e ha introdotto in Siria nel 2005 la borsa valori.
Quando è cominciata l'attuale situazione di crisi, da comunista sono andato in Siria per capire che cosa stesse succedendo e ho potuto constatare che la rivolta ha attecchito in zone piene di fondamentalismo religioso di matrice islamica. La cosiddetta rivolta coinvolge infatti quattro città, che sono Daraa, Hama, Idlib e Homs e per quest'ultima con esclusione delle zone dove sono presenti sunniti alawiti e cristiani ortodossi e cattolici. La rivolta è di colore religioso e integralista: vogliono introdurre la Sharia islamica nel paese. Si tratta di città poste lungo il confine con il Libano la Giordania e la Turchia e sono quindi facilmente raggiungibili dall'esterno del paese.

Su che cosa basi la tua affermazione sull'intervento straniero in Siria?

In Siria sono stati catturati ben 47 ufficiali turchi. Sono stati catturati anche ufficiali francesi, fra cui un colonnello, e qualche militare britannico. Ma ci sono anche gruppi del Libano telecomandati da USA e Francia. Non è una rivolta popolare, ma una sovversione dall'esterno guidata da Erdogan e dalle petro-monarchie del Golfo Persico che, senza avere nemmeno una Costituzione ed una vita democratica interna al proprio paese, si sono inventati difensori della democrazia in Siria. Basti dire che l'emiro del Qatar ha preso il potere nel suo paese facendo arrestare il suo stesso padre e facendo fuori molti suoi fratelli. E' come se una prostituta si mettesse a dare lezioni di castità. Parlano di democrazia in Siria ma sono stati loro a reprimere al rivolta nel Barehin.

Sono credibili oppure no le agenzie di informazione basate a Londra a cui attingono in via esclusiva tutti i media occidentali? Chi sta dietro effettivamente a tali agenzie di informazione?

La credibilità di queste agenzie è nulla, sono dei puri e semplici mistificatori della realtà. Sono in possesso di migliaia di filmati fasulli, creati ad arte negli studi di Al Jazira o di altre emittenti controllate dalle petro-monarchie del Golfo Persico che inventano di sana pianta notizie mai avvenute. E ci sono al mondo ben 60 emittenti televisive che ritrasmettono queste notizie false su tutto ciò che riguarda la Siria come la CNN o tutte le emittenti europee, comprese quelle italiane. Ci sono filmati di morti assassinati pieni di sangue finto che poi, dopo aver recitato, si alzano. Ci sono filmati di ambulanze falsamente colpite dall'esterno, oppure ci sono filmati dell'abbattimento di aerei russi della guerra in Cecenia spacciati come se fossero accaduti in Siria. C'è n'è uno dove si vede persino la data del filmato che è del sei agosto del 2006. Ci sono immagini di bambini tratti dalle macerie che però non sembrano aver subito lo shock tipico di chi si è trovato in tali situazioni. Insomma si tratta di filmati falsi. Hanno messo in giro di tutto di più ma sono falsità.
In Italia tutti i media continuano ad intervistare oppositori siriani che vivono a Bologna o Milano senza nessun contraddittorio. Io personalmente li ho sfidati ad un confronto pubblico ma finora nessuno ha voluto accettare il confronto.
I filmati veri, quelli della pulizia etnica fatta dalle opposizioni nessuno le mostra. Ce n'è uno di 320 soldati massacrati dai ribelli a Idlib tra giugno e luglio del 2011. Vengono uccisi cristiani, alawiti e drusi perché considerati miscredenti dai fondamentalisti salafiti.

Qual è il ruolo delle religioni in Siria?

La Siria è sempre stata una regione dove tolleranza e libertà religiosa sono state una costante della vita sociale. La cosa più bella che ho visto in Siria è vedere dappertutto l'icona della Madonna posta accanto a quella della mezzaluna. Moschee e chiese sono quasi sempre vicine e in Siria convivono pacificamente ben 53 etnie e religioni.
Il 40% della popolazione è di religione sunnita, l'altro 60% è formato da una serie di minoranze religiose. Su circa 23 milioni di abitanti gli alawiti (la confessione religiosa del presidente Assad) sono 8 milioni; i cristiani sono 2 miloini; gli ismaeliti sono 1 milione; i drusi sono 1,5milioni; 800mila sono gli armeni, 1 milione sono i charcasi, 800mila ashuri; 600mila sciit; 1,2 milioni i mercedita che sono un ramo sciita; 1 milione sono i curdi. Nel 40% di sunniti vi è una minoranza di sunniti salafiti che sono contrati ad Assad.
Tutte le religioni hanno diritto a praticare il proprio culto e le proprie funzioni religiosi. Oggi ci sono invece religiosi che hanno cominciato a fare pulizia etnica . C'è uno di questi capi religiosi dei ribelli che si trova in Arabia Saudita, che si chiama Arhurar, che incita al massacro degli alawiti e dei cristiani che chiama collaboratori del regime. Ha detto “vi metteremo nel tritacarne e vi daremo in pasto ai cani”. La popolazione siriana è contraria alle guerre di religione che invece ora è importata dall'esterno.

Ci sono motivi economici nell'attuale crisi? Quali sono i motivi che spingono le grandi potenze, in primis gli USA, a fomentare la guerra? Motivi economici o geo-politici?

La crisi non è scoppiata per motivi economici del tipo di quella che è in corso nei paesi occidentali. Ha delle motivazioni economiche da parte delle grandi potenze perché due anni fa è stata scoperta davanti alle coste siriane un importante giacimento di gas metano. Tutto il grande caos che stanno facendo le grandi potenze (USA e Francia in primis) è per accaparrarsi questi giacimenti. Inoltre la Siria ha una importante posizione geo strategica e politica. E' un baluardo antimperialista e appoggia la resistenza palestinese. Voglio ricordare che in Siria ci sono 1 milione e mezzo di profughi palestinesi che hanno pari diritti rispetto ai siriani. Lo steso avviene con i profughi libanesi, e i 3 milioni di profughi iracheni, tutti con pari diritti come se fossero cittadini siriani. I profughi palestinesi hanno anche un loro esercito di liberazione della Palestina.

Come giudichi la recente scelta di Hamas di togliere l'appoggio al governo siriano?

All'origine di tale scelta c'è l'iniziativa del Qatar che ha pagato ad Hamas ben 250 milioni di dollari. Per soldi si sono venduti. Il Qatar ha detto che spenderà molti soldi per rovesciare il regime siriano.

Il Consiglio Nazionale Siriano dice di rappresentare l'80% della popolazione siriana. E' vero oppure no? E da quali forze politiche e sociali è costituito il CNS?

Ma quale consenso? Se avessero un consenso dell'80%, come dicono, avrebbero già preso il potere. Parlano dell'Esercito Siriano Libero come di un esercito formato da soldati che hanno lasciato l'esercito per non essere costrettti a sparare sulla gente. Li ho sfidati a fare nomi e cognomi ma non ne hanno detto nessuno. Hanno citato un ex impiegato del ministero della difesa che è scappato nel Dubai perché ricercato per corruzione che è apparso su Al Jazira presentato come un grosso funzionario del ministero, ma si tratta invece di un semplice impiegato. Ci conosciamo in Siria. Se avessero l'80 per cento come farebbe Assad a rimanere in Siria? La verità invece è che a Damasco ed Aleppo ci sono tutte le settimane alcuni milioni di persone in piazza a sostegno di Assad. Io stesso ne sono stato testimone diretto avendo partecipato, come ho detto, ad una di queste manifestazioni ed avendo avuto modo di parlare come rappresentante della delegazione italiana. Ma i giornalisti italiani dicono che quei filmati sono falsi. La verità diventa bugia e viceversa.

Il Governo Assad è una dittatura che viola sistematicamente i diritti umani oppure no?

Questa affermazione, come ho detto, è basata su filmati falsi. Chiediamoci perché i giornalisti occidentali non vanno in Siria preferendo spacciare per buone le paccottiglie di Al Jazira. Non è vero che il governo siriano non li fa accedere. Gli ho anche detto che sono disponibile ad accompagnarli io personalmente. E nessuno di loro parla del Rapporto degli Osservatori internazionali della Lega Araba (per leggere questo rapporto clicca qui) che dice cose molto precise su ciò che sta accadendo effettivamente in Siria. Ci si affida a personaggi come tal Lorenzo Trombetta che da Beirut invia resoconti inventati di sana pianta.

Cosa pensi della Costituzione su cui è stato recentemente tenuto il referendum?

Sono d'accordo su alcune cose su altre no. Non condivido per esempio la clausola che riserva ad un musulmano la presidenza della repubblica. Così come non sono d'accordo sulla introduzione della Sharia islamica nella società siriana. Occorre separare, come del resto è stato finora, lo stato dalle religioni. Si tratta di errori che spero saranno corretti nell'anno e mezzo che il parlamento avrà a disposizione per l'approvazione definitiva della Costituzione. Probabilmente Assad ha ceduto a pressioni ma spero che si riuscirà a rimediare.

Fin qui l'intervista che abbiamo realizzato con Ouday Ramadan. Egli ci ha fornito anche una serie di link sui filmati falsi o sulle manifestazioni a sostegno di Assad ignorati dalla stampa occidentale. Ve li proponiamo di seguito in modo che ognuno possa valutare attentamente quante più informazioni possibili su una vicenda che, se non si romperà questa coltre di bugie di cui sono permeati i nostri mass-media, rischia di portare il nostro paese di nuovo in guerra e sarà la sesta volta in totale spregio della nostra Costituzione.

A cura di Giovanni Sarubbi - direttore del sito www.ildialogo.org


Link

Intervista al segretario del Partito Comunista Siriano Unito che appoggia il governo Assad ed ha anche ministri. (leggi Qui).
Una verità sulla crisi siriana che non piace all’Occidente. Leggi qui
Ouday Ramadan: lettera aperta a un accusatore di Assad. Leggi qui
3 novembre 2011 - Delegazione italiana parla al popolo siriano . Vedi il filmato qui
Manifestazioni a sostegno di Assad. Vedi il filmato qui
Per gli altri articoli sulla Siria vai alla sezione del nostro sito NO GUERRA
Per le altre interviste sulla Siria Clicca sui link seguenti: qui per l'intervista a Dachan Mohamed Nour e clicca qui per l'intervista a Ossamah Al Tawil

Venerdì 02 Marzo,2012 Ore: 18:02

02 marzo 2012

I No Tav di Firenze, "Il Giornale della Toscana" e i dettagli rivelatori


God is in the details. Un aforisma attribuito all'architetto Van der Rohe, citato spesso ancora oggi.
Non esiste giorno in cui una rassegna del gazzettame "occidentalista" non porti a pensare che in quel contesto i dettagli non denuncino invece l'esistenza del Lapidato.
A sei mesi dall'ultimo plateale rovescio gli otto pezzettini di carta de "Il Giornale della Toscana" si ostinano ad uscire, grazie all'affannoso e instancabile "lavoro" di chi dice venticinque e chi dice trenta persone.
Più di tre persone a paginetta. Un record.
Il 2 marzo 2012 molto dello spazio che non è occupato da pubblicità di roba per straricchi è affidata ad un certo Marco Gemelli, che si "guadagna" la giornata aggiungendo una trascurabile fascina al rogo su cui tutto il gazzettaio della penisola sta cercando disperatamente di bruciare vivo il movimento No Tav.
Colpa imperdonabile dei No Tav, l'essersi messi di traverso al flusso previsto del denaro e in seconda istanza quella di costituire la punta dell'iceberg di un atteggiamento, che da sempre ci auguriamo abbia la maggior diffusione possibile, che porta gli individui più consapevoli ad apprezzare la civiltà e a disprezzare il progresso.
Questa è la linea generale di questa gazzetta come di tutte le altre, l'argomento delle headlines, quello cui si dedicano carta, inchiostro e campagne di demonizzazione. Non si tratta dunque di un particolare, o di un dettaglio.
Ben nascosto in un fondo pagina si trova invece il trafiletto che segue: un "coccodrillo" dovuto ad un "politico" del partito di riferimento.
Addio a Maurizio Tortoli - Aveva sessantasei anni
All'età di sessantasei anni se n'è andato ieri Maurizio Tortoli, fratello dell'onorevole Roberto Tortoli del PDL [uno sfaticato reso per un attimo famoso nel 2003 da una campagna elettorale all'insegna dello slogan "Toscana buco nero della democrazia", n.d.r.]. Maurizio era molto conosciuto nella zona di piazza della Vittoria per le sue formidabili qualità umane. Grandissimo tifoso della Fiorentina, non perdeva mai una gara della sua amata Viola..."
Per i gazzettinisti di via Cittadella precipitarsi al pallonaio ogni volta che ventidue strapagati prendono a calci un coso rotondo che non sta mai fermo rappresenta dunque la più formidabile delle qualità umane, una causa cui è lodevole dedicare l'esistenza, una materia tale da finire nelle prime righe di una commemorazione funebre superando qualunque istanza e qualunque intrapresa uno abbia tentato in oltre sessant'anni di vita.
Un detail rivelatore di un'intera scala di valori dominata da null'altro che da una sovversione abietta e da un'involuzione continua e divorante.