20 novembre 2008

Informazione d'"Occidente": completa, obiettiva, imparziale



La home page del "Quotidiano Nazionale" on line, che raggruppa "Il Porno", "Il Resto del Calzino" e "La Fazione" in un unico portale rinnovato non si sa quante volte a causa del suo magagnoso funzionamento, fa per il venti novembre 2008 un importantissimo strappo alla regola.
Da anni, e tutti i giorni, la foto a centro pagina raffigura invariabilmente gendarmi o militari "occidentali" in eroiche operazioni di ripristino dell'ordine democratico ("arrestato negro", "arrestato terrorista", "arrestato rom", "arrestato pedofilo", ...). Oggi pare che la notizia più importante non sia il piombare della crisi finanziaria su un'economia "reale" già malmessa per proprio conto o i centomila scricchiolii sinistri e quotidiani di un "Occidente" vuoto di senso, quanto l'ultima collezione di femmine con poca roba addosso travestita da "calendario". Da "calendario impegnato", addirittura, secondo un format di cui ogni giorno si contano esempi a dozzine.
Venti anni fa, quando i giornali erano solo di carta e si permettevano addirittura una "terza pagina", certo modo di riempire la "prima" era riservato ai rotocalchi da serve o ai quotidiani inglesi come il Daily Mirror, ai tempi considerati già spazzatura per conto proprio. Ci voleva internet perché non uno o due quotidiani, ma tutti, cominciassero ad adottare gli stessi criteri di selezione delle news e la stessa impaginazione. Facile sarebbe fare dietrologia, ipotizzando innanzitutto chissà che mano dietro al generale e voluto, coltivato, cercato e perseguito rincretinimento dei sudditi; a nostro avviso la realtà è molto più terra terra ed è legata a semplici questioni di economia d'esercizio. Perché mai i responsabili di una testata on line dovrebbero dare in pasto all'affannoso ricambio imposto dal funzionamento del media articoli ponderati o inchieste di un qualche significato? Ci sono agenzie di stampa che ti aiutano a meraviglia, con news come quella su raffigurata; ci si mette accanto qualche riga in cui qualcuno si lagna rimpiangendo i tempi in cui i treni arrivavano in orario, e s'è bell'e ffatto giornata. Se poi così facendo si fa anche un favore ai soliti noti della proprietà e del mondo politicante, tanto meglio.
Questo modo di procedere è solo la versione aggiornata di una prassi vecchia chissà quanto, che Giorgio Bocca ebbe già modo di notare nel 1940 e di stigmatizzare per scritto nel 1969, ricordando come gli inviati sulla linea Maginot durante la drôle de guerre avessero finito per riempire le otto pagine dei giornali d'allora di reportages su insignificanti azioni di pattuglia, di note enologiche sulla Mosella o anche di trafiletti in cui si raccontava di orsi giganteschi abbattuti in Alaska. Della tempesta vera che si preparava e che sarebbe durata cinque anni con decine di milioni di vittime, nessun sentore.
Nel corso degli anni il livello di tutta la stampa peninsulare, on line e cartacea, ha adottato in maniera massiccia questa linea editoriale: carne fresca, completa acriticità nei confronti del potere, subordinazione agli interessi economici degli sponsor, continuo sciorinare di mostri mediatici reperiti con ogni mezzo. E quando non si trovano, ci vuol poco ad inventarne uno. Il tutto viene, per qualche strano motivo, chiamato "libertà". Un raffronto con la produzione mediatica di realtà più concrete e più civili, e dunque meno "occidentali" sarebbe, ed è, per lo meno imbarazzante. Proviamo comunque a farlo, e mettiamoci pure un pizzico di malafede, visto che di malafede a carrettate è comunque fatta la "libera" informazione vomitata a getto continuo dai mass media.
Lo stesso venti novembre 2008 la home page del Tehran Times presenta un primo articolo su un incontro di sindaci di città asiatiche a Tehran avente come scopo il rafforzamento della conoscenza e della cooperazione reciproca, l'annuncio della prossima realizzazione di un film tratto da un dramma di Ionesco, l'avvenuta traduzione in inglese del primo volume di una Encyclopaedia Islamica, la consegna di premi letterari ad opere scritte da reduci di guerra, cui seguono notizie di sport, politica interna ed estera in quest'ordine. Nessuno spazio per quella cronaca nera che costituisce l'interesse pressoché unico, insieme alle scosciate di cui sopra, delle testate on line più consultate nello stato che occupa la penisola italiana, i cui sudditi, con ogni probabilità, a stragrande maggioranza non soltanto ignorano chi fosse Ionesco, ma anche dove si trovi Tehran.
I media che abbiamo citato sono fruibili con facilità da milioni di utenti. Sarebbe il caso di chiedersi se sono queste, le basi su cui l'"Occidente" millanta la propria appartenenza ad una civiltà superiore.



18 novembre 2008

Francesco Torselli e Casaggì


La fortuna di Azione Giovani a Firenze pare durata lo spazio di un mattino. Dopo aver irretito schiere di sedicenni mandandoli in piazza contro il centro"sinistra" del demoniaco Prodi e contro l'inviso Fioroni, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale rischia di rimanere schiacciato nella tenaglia piddì con la elle - studenti infuriati.
Il piddì con la elle non sa che farsene di questi sciamannati imbrattamuri e in via della Scrofa hanno già preso le distanze senza farne alcun mistero. Gli studenti, presi abbondantemente in giro per fini elettorali, si ritrovano con un ministro dell'istruzione alle prese con una scuola i cui problemi sono ben al di là della portata del governo di cui fa parte, e che tanto per non sbagliare ha pensato bene di assecondare linee che fanno sembrare la reintroduzione degli esami di riparazione una specie di scampagnata. Per via Maruffi, un cocktail velenoso con un'emorragia di militanti istantanea ed un calo di credibilità e consensi tanto prevedibile quanto imbarazzante da gestire.
A novembre 2008 una manifestazione studentesca lancia qualche petardo e qualche fumogeno proprio in via Maruffi e dintorni. Il "centro sociale di destra" Casaggì rilascia un comunicato tanto rivelatore quanto indignatissimo, che abbiamo pensato bene di additare al pubblico ludibrio su Indymedia.


Casaggì: la presa di giro è arma di vittoria!
Sfotterne uno per educarne cento!

Pare che stamani in via Maruffi a Firenze sia volato qualche petardo; Casaggì ne incolpa i "nullafacenti" della sinistra. Io non sono stato perché ero (e sono, fino alle 19.30) a LAVORARE. Quelli di Casaggì che lavoro facciano non è dato saperlo...

Comunicato:

INTERROMPIAMO LA PROPAGANDA DELL'INIZIATIVA IN PROGRAMMA SABATO 29 NOVEMBRE SULLA STRAGE DI BOLOGNA PER RENDERE CONTO A TUTTI I VISITATORI DI QUESTO SITO DELL'ENNESIMA VIGLIACCATA INSCENATA DALLA SINISTRA FIORENTINA CHE, SEGUENDO IL COPIONE IDEOLOGICO DEL '68, E' ORMAI RIUSCITA A INDOTTRINARE I MOVIMENTI DEGLI STUDENTI TRASFORMANDOLI IN CORTEI FINALIZZATI ALL'INTOLLERANZA ED ALL'ODIO POLITICO. FIRENZE E' OGGI UNA CITTA' INTOLLERANTE E ANTIDEMOCRATICA CHE TOLLERA I SEMINATORI D'ODIO, DI IGNORANZA E DI VIOLENZA.

Traduzione:

Siamo parecchio arrabbiati perché Alleanza Nazionale ci ha già mandato a dire che ci sopporterà giusto un annetto e poi ci scaricherà senza misericordia visto che noi ragazzi le abbiamo fatto tanto comodo quando c'era da attacchinare e da scrivere sui muri col rischio d'esser presi per la collottola e rispediti a casa a pedate nell'epididimo, ma adesso le roviniamo il buon nome di partito della legge e dell'ordine ed è una cosa che non va più bene perché ora che c'è da mettersi a pane col Berlusca e certa gente va fatta sparire dal salotto buono giù per la scala di servizio.

Per evitare d'affogare sùbito abbiamo messo in piedi la solita tiritera su una sentenza passata in giudicato da quel dì, ma questo vi si dice dopo perché ora vi si voleva raccontare che gli studenti che abbiamo preso per il culo mandandoli in piazza con le manifestazioni contro Fioroni e i suoi esami a settembre e che ora con la Gelmini si sono accorti d'esser passati dalla padella alla brace se potessero ci cucinerebbero alla cacciatora coll'ulive noi e tutto il partito.... Invece ci hanno solo tirato qualche raudo e qualche fumogeno che a confronto allo stadio la domenica sembra d'essere a Beirut, ma siccome si deve far cagnara sennò nessuno ci caca nemmeno, noi si scrive che sono cattivi e intolleranti con noi poveri sturmabteilunghinucci che in fondo a insegnare ai ragazzi che ganzi che erano Codreanu e Marinetti non facciamo nulla di male.... Sob! Sniff! Uèèèèh!



Francesco Torselli è uno dei dirigenti di Azione Giovani; in occasione dei fatti su schematicamente riassunti ha paragonato Firenze a Berlino est.
L'abbiamo un po' punzecchiato, sempre su Indymedia, ricordando una certa canzone.


Una canzone per Francesco Torselli
L'autore a Francesco Torselli irridentemente dedica

Francesco Torselli è un ultratrentenne dirigente d'Azzzione Ggggiovani. Anch'egli sempiterno laureando, nel solco di una tradizione secolare degli ambienti da cui proviene, in cui si può fare i segretari giovanili fino a quarantasei anni compiuti.
Francesco Torselli s'è lamentato per i due petardi scoppiatigli davanti alla sede di via Maruffi invocando Berlino Est.
Non resta quindi che dedicargli una bellissima canzone di qualche anno fa: l'atmosfera rarefatta e quasi onirica data alla città da Franco Battiato ne costituiscono un ritratto di cui andare orgogliosi e le restituiscono la sua meritata fama di punta di diamante della Repubblica Democratica Tedesca.
60 jahre DDR!


ALEXANDER PLATZ

E di colpo venne il mese di febbraio,
faceva freddo in quella casa;
mi ripetevi: "Sai che d'inverno
si vive bene come di primavera?"
Sì sì proprio così.

La bidella ritornava dalla scuola un po' più presto
per aiutarmi.
"Ti vedo stanca; hai le borse sotto gli occhi...
come ti trovi a Berlino Est?"

Alexander platz
Aufwiedersehn
C'era la neve
Faccio quattro passi a piedi
fino alla frontiera
Vengo con te

E la sera rincasavo sempre tardi;
solo i miei passi lungo i viali...
E ti piaceva spolverare fare i letti
poi restarmene in disparte
come vera principessa
prigioniera del suo film,
che aspetta all'angolo come Marlene.
"Hai le borse sotto gli occhi
come ti trovi a berlino est?"

Alexander platz
aufwiedersehn
c'era la neve
ci vediamo questa sera fuori dal teatro.
"Ti piace schubert?"



15 novembre 2008

Western way of life


Ripresa di un articolo dell'estate 2008, sicuramente ancora attualissimo.




L'immagine si commenterebbe anche da sé; ma aggiungiamoci pure del nostro, e andiamoci giù pesante.
Un enorme ipermercato alle porte di Firenze, stracolmo di roba a poco prezzo e del vociare ebete delle televisioni. La politica di marketing della struttura usa da sempre i volti della clientela per le campagne pubblicitarie, e stavolta, forse proprio volendolo, ha fornito un ritratto perfetto dell'oltremodo orribile quotidianità "occidentale", con particolare riferimento a quella della penisola italiana: "di casa" dalle parti degli ipermercati ci sono obesi ingordi di salsicce, scagionati fino a lunedì mattina dall'affidabilità mendace di quel giaccheccravatta un tempo vestimento della classe dominante e oggi divisa dei sudditi-zerbino. Un volgo impoverito e disperso, incattivito, approssimativo e cialtrone, che molto giustamente teme concorrenti validi anche nel più squinternato di quegli "immigrati" che una politicanza senza più freni addita come causa di ogni male, aveva già nell'incultura uno dei suoi cavalli di battaglia. Adesso, formalmente autorizzato del capitale, può ufficialmente aggiungerci anche lo sbraco, addirittura a prezzo di realizzo.
Almeno fino a lunedì mattina. Poi testa china e silenzio, che c'è da ppaga' i'mmùtuo.

La foto qui sotto, invece, viene da Picasa e mostra chi è "di casa" nella Repubblica Islamica dell'Iran.
Dove i pochi supermercati che ci sono fanno i supermercati, e non si mettono certo a fare a gara con politicanti e gendarmi per insegnarti come dovresti passare le giornate.




12 novembre 2008

Enrico Bosi e gli accattoni


Riprendiamo con le stoccate agli "occidentalisti" del Consiglio Comunale di Firenze.
Mercoledi 12 novembre 2008 piove, l'economia "occidentale" sta andando serenamente a farsi benedire e "Il Giornale della Toscana" fornisce ad Enrico Bosi l'assist per una lamentosa denuncia della scarsa presenza "istituzionale" (figuriamoci quella popolare...) alla commemorazione dei caduti di Nassirya, ultimo esempio di inutili stragi che, nonostante la loro pazzesca storia recente caratterizzata da oltre un secolo di interventismo scellerato ed impiccione, i sudditi dello stato che occupa la penisola italiana non hanno ancora imparato a considerare come l'ovvia ed inevitabile conseguenza della guerra.
Non contento di aver rivangato un episodio che sarebbe il caso di far silenziosamente sparire -anche perché a cinque anni di distanza dai fatti di stragi come quella di Nassirya se non peggiori in Iraq ne avviene in media almeno una la settimana, con tanti saluti alla "pacificazione del paese"- Enrico Bosi e il consigliere di quartiere Umberto Conciani trovano il tempo di deplorare la presenza di "troppi accattoni per le vie del centro" con un comunicato stampa spettacoloso per pochezza e cialtroneria.
Si prenda visione del comunicato, e si notino in primo luogo due cose; importano "le vie del centro" e la vita delle persone, persone di cui (ci si può scommettere la vita) Bosi e Conciani non sanno assolutamente niente può venir ridotta e derubricata a "brutto biglietto da visita". Per giunta, proprio in questi giorni che Firenze "piange" la perdita di un "turismo di qualità come quello americano"...
Occorrerebbe un po' più di chiarezza in proposito, perché gli statunitensi che ingrossano le schiere serali dei frequentatori di locali pubblici fiorentini sono noti per le performances alcooliche improntate a tutt'altro che alla "qualità" e alla moderazione. Un dettaglio interessante comunque, perché rivela di quale "libertà" si goda in AmeriKKKa, dove ormai anche bere una birra in santa pace è diventato un problema. Si tratta piuttosto di ben altro: Enrico Bosi, da "occidentalista" coerente, non si rende certo conto che il mondo è cambiato alla velocità della luce, non sempre per il meglio, e che l'AmeriKKKa attuale è un paese disperato e povero, in piena crisi sociale, la cui popolazione è indebitata (non da adesso, da decenni) a livelli finalmente insostenibili. Pretendere chissà quale "turismo di qualità" -ovverosia spennabile senza misericordia- da un paese che sta lottando a coltello con gli sfratti e con i pignoramenti ci pare che pecchi di scarso realismo.
La perla del comunicato è l'asserzione secondo la quale la gestione dei luoghi turistici a Firenze sarebbe "scriteriata e lasciva".
Secondo il nostro vocabolario, un comportamento lascivo è un comportamento lussurioso, licenzioso ed impudico; l'aggettivo può senz'altro adattarsi al "quartiere rosso" di Amsterdam, ma ci pare poco adatto a Piazza del Duomo e a via dell'Oriuolo. Probabile che Enrico Bosi, poco ferrato anche in lingua toscana al pari dei sudditi tra cui raccatta suffragi, intendesse dire corrivo o qualcosa di simile.
Pare che a Milano abbiano pensato bene di spazzare sotto il tappeto le crescenti e continue ingiustizie sociali prodotte da un assetto economico e politico basato sull'esclusione punendo forsennatamente chi chiede l'elemosina; Enrico Bosi vorrebbe che a Firenze fosse seguita la stessa strada, lamentandosi del fatto che chiedere l'elemosina non sia considerato un reato penale. Una decisione, a sentir lui, addirittura sciagurata perché permette ai mendicanti di usare i sagrati delle chiese come li hanno usati per secoli, se non per millenni.
Enrico Bosi deve avere una grossa ammirazione per il sistema repressivo statunitense; noi non la condividiamo affatto ed auspichiamo proprio un suo prossimo trasferimento vita natural durante in AmeriKKKa. Non sappiamo se questo gli risparmierebbe lo spettacolo della crescente povertà, anzi, abbiamo un bel po' di dubbi a riguardo; ma a noi sarebbe di sicuro risparmiato almeno qualche cascame della crescente e crudele incompetenza dei politicanti.


10 novembre 2008

Vladimiro Poggi: un campione d'"Occidente"


Scrivevamo pochi giorni fa che gli eletti -e ancor di più i candidati- "occidentalisti" nascondono un campionario agghiacciante di guitti, sciacquette, maneggioni, casi umani, ignorantelli, pregiudicati, minus habentes, irresponsabili e zerbini dominato da individui la cui unica guida sono l'interesse privato e l'impunità.
Il bello dell'avere a che fare con certa gente è che non occorre attendere tempi biblici per assistere all'avverarsi di facili profezie. L'otto novembre 2008 un certo Vladimiro Poggi, dirigentegiornalisteppresentatoretelevisivo gurdjieffiano e soprattutto -non è uno scherzo- Assessore alla Sicurezza del comune di Caorso, è stato beccato con la coca come un disgraziato qualsiasi. E fin qui nulla di male; in un mondo in cui le sostanze stupefacenti sono entrate nell'uso della maggioranza della popolazione e sono anche un costituente non eliminabile dell'economia globalizzata, la cosa non è certo fuori dal mondo. E poi possono sempre avergli servito una polpetta avvelenata; non sarebbe la prima volta che succede. Il problema comincia quando, con poca fantasia ma anche minor fatica, si inserisce "vladimiro poggi" in un motore di ricerca su Internet. Ora, di solito gli arresti avvengono beccando più o meno di sorpresa l'interessato; una nostra conoscenza completamente priva di agganci con la Firenze che conta apprese di avere sul collo una sentenza di due anni passata in giudicato solo da un controllo di documenti, e finì a Sollicciano con cinque euro in tasca e i calzini da cambiare. Vladimiro Poggi se l'è vista un po' meglio perché invece che essere semplicemente scaraventato in galera è stato solo associato alla locale casa circondariale, che è tutta un'altra cosa, ed è stato rimesso in libertà veloce veloce, dopo neanche tre giorni. Ma non ha avuto il tempo di chiudere vladimiropoggi.splinder.com. Ci sono tante cose interessanti, sul suo sito. Piccinerie politicanti contro la "sinistra", lodi di Bettino Craxi, fastidiose litanie sull'"etica", omelie vescovili, evviva bambineschi, bandierine pro Tibet ed una nutrita e rivelatrice lista di link che esamineremo più nel dettaglio. Il Nostro, ovviamente, a suo tempo ha sposato senza discussioni la causa della "lotta al terrorismo", che come tutti sanno è una dottrina geopolitica che consiste nell'approvare, avallare e facilitare qualunque cosa permetta all'AmeriKKKa e ad Israele di bombardare e invadere paesi, radere al suolo città, rapire le persone, torturarle e imprigionarle per anni col puro e semplice giustificativo dell'arbitrio.
Intanto, nel caso il sito venisse malauguratamente chiuso togliendo all'utenza l'esempio di un tanto illuminato caso di integrità morale, timor d'Iddio, spirito di servizio, ferrea coerenza e totale dedizione al bene pubblico, riportiamo qui per intero la biografia di questo giovane campione d'"Occidente". Se ne ammirino dunque le attività, le frequentazioni, il fervore culturale.

Nome: Vladimiro Poggi. 34 anni, docente di comunicazione, dizione della lingua italiana e public speaking, fondò a Roma nel 1994 il Partito Socialista Riformista insieme all'on. Fabrizio Cicchitto (oggi Presidente del gruppo "Il Popolo della Libertà" alla Camera dei Deputati) ricoprendo per due anni la carica di Segretario nazionale dei Giovani (sezione nazionale ''Walter Tobagi'') e distinguendosi, già nel 1995, per la proposta di revisione della Legge 194 con la chiara ammissione che l'aborto non è una conquista sociale ma la soppressione di una vita; eletto Consigliere comunale a Piacenza nella coalizione di centrodestra, ha ricoperto le cariche di Capogruppo Consiliare e di Vicepresidente dei Trasporti pubblici piacentini. Attualmente è Assessore Comunale di Caorso (Piacenza). Ha ideato e condotto per cinque anni "La Terra di Mezzo", il primo talk show di attualità cristiana del piacentino, realizzato da Blacklemon presso il cinema President di Piacenza. Dal dicembre 2004 al Giugno 2007, è stato il Portavoce nazionale del "Centro Popolare Europeo", movimento culturale che poneva come obiettivo principale della sua attività la costruzione del partito unico del centrodestra. In occasione del referendum sulla fecondazione assistita ha ricoperto la carica di Responsabile Stampa e Comunicazione del Comitato Provinciale "Scienza e Vita" a difesa della Legge 40. Nel 2005 ha curato e condotto "DECODER", trasmissione di approfondimento politico e sociale, in onda su Teleducato. Nel 2006 e nel 2007 ha condotto "CUORE", la trasmissione televisiva settimanale di attualità e politica, in diretta, ogni mercoledì sera, su Telecolor. Dal 2004, è opinionista del quotidiano di Piacenza, "La Cronaca". E', inoltre, opinionista del nuovo portale d'informazione "Piacenza Day". Nel 2007 è stato autore e conduttore della nuova trasmissione di critica sociale "Piacenza libera!" in onda ogni settimana su Telecolor. In occasione delle elezioni comunali di Piacenza 2007, è stato il Portavoce unico del candidato sindaco e del centrodestra piacentino. Dal marzo 2007 è Vicepresidente dell'Osservatorio Nazionale Impresa e Territorio - http://www.osservatorioimpresaeterritorio.com/. Dal 7 febbraio 2008 scrive e conduce il nuovo programma televisivo di politica e società "Gotham City", appuntamento settimanale in diretta, ogni giovedì in prima serata, su Telecolor (canale 34 Uhf: Piacenza, Cremona, Mantova, Parma, Lodi, Milano sud, Brescia, Bergamo, Lago di Garda). Dal luglio 2008 collabora come editorialista con il quotidiano nazionale LAB, organo del Nuovo Psi del Popolo della Libertà. In qualità di dirigente nazionale dell'Osservatorio per l'Impresa, cura e coordina lo sviluppo del Centro Studi impegnato nella definizione delle proposte della piccola e media impresa in relazione all'Expo 2015 che si terrà a Milano. Dal 1 settembre 2008 conduce PRIMARETE VILLAGE, una trasmissione, in diretta, d'approfondimento e di discussione delle notizie del giorno su Primarete Lombardia (canale 60 uhf), tutti i lunedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 22 alle ore 23 (il blog della trasmissione all'indirizzo http://www.1retevillage.splinder.com/)


Vladimiro Poggi: un esempio di coerenza militante

I link del sito? Chissà come salteranno di gioia, fiere di tanta considerazione, Alleanza Cattolica, gli amici del Panzerpapst, la Conferenza Episcopale, la devozione al Sacro Cuore di Gesù eccetera eccetera eccetera. Chi avrebbe mai detto che un micropolitico piacentino bene in carne, sorpreso con nemmeno dieci grammi di coca in macchina e dunque pesce infinitesimo nel vasto oceano degli ingabbiati fosse capace di interessi tanto vasti.


08 novembre 2008

Mahmoud Ahmadinejad saluta Barack Husayn Obama Ikkinchi


Per la prima volta dalla Rivoluzione Islamica del 1979, un capo di governo iraniano spedisce un messaggio di augurio ad un neo eletto presidente americano.
Jimmy Carter passò il capodanno del 1978 a Tehran con la famiglia dello shah Mohammad Reza Pahlevi; in quell'ocasione, Carter fu accompagnato dalla moglie e da quasi due terzi del suo staff e questo dimostra l'attaccamento americano all'allora alleato Iran. Dopo la rivoluzione del 1979 l'AmeriKKKa ha interrotto i rapporti dipomatici con la Repubblica Islamica dell'Iran. Questa è la pima volta che un presidente iraniano saluta un nuovo presidente americano in maniera ufficiale. Ecco la versione integrale del messaggio di Ahmadinejad a Obama.


In nome di Dio Clemente e Misericordioso

Onorevole signor Barack Obama, presidente eletto degli Stati Uniti d' America,
Le esprimo le mie congratulazioni per aver ottenuto la maggioranza dei voti nelle ultime elezioni; come Lei sa, Dio offre molte occasioni alle sue creature e queste occasioni possono essere sfruttate dagli eletti per favorire l'evoluzione qualitativa e quantitativa dell'umanità, ma a volte esse vengono usate contro i popoli per guidarli verso l'abisso.
La mia speranza è che lei sia in grado di individuare gli interessi reali del popolo che si accinge a guidare; spero che sia amante della giustizia e che non ceda all'insaziabile avidità di un netta minoranza egoista e stolta che cercherà di influire sul suo mandato. Spero che, sfruttando al meglio questa occasione, Lei possa lasciare un buon nome e un buon ricordo di sé nella storia e nel cuore del suo stesso popolo ed in quello dei popoli del mondo.
Credo che ciò che il suo popolo si aspetta da Lei sia una risposta chiara e rapida, un cambiamento veloce, della politica interna e di quella internazionale del suo paese; questa è anche la richiesta della maggioranza dei popoli del mondo, che uniscono la loro voce in questo momento storico a quella del popolo del suo paese.
Io auspico che tutte queste speranze trovino uno spazio primario nella agenda del suo programma e nei suoi progetti, e per il governo che si accinge a formare.
Da una parte, il popolo americano tende molto ad esaltare al meglio i valori umani; quindi le sue aspettattive corrisponderanno ad una politica che usi tutto ciò che ha in potere e tenga conto, in base a questi valori, di questioni etiche per risolvere la crisi economica e per riconquistare l'onore perduto degli americani, nonché per ritrovare quello spirito necessario che possa trasformare le speranze in una realtà basata sul rispetto dell'individuo senza alcun pregiudizio razziale e sui diritti che devono rafforzare la base della società che è costituita dalla famiglia.
Dall'altra parte, i popoli del mondo hanno anch'essi delle aspettattive che si basano sul rifiuto delle politiche di guerra e di occupazione militare, sul rifiuto delle politiche basate sull' inganno e sulla prepotenza e sull'umiliazione dei popoli e sulla impostazione di ingiusti meccanismi come prassi regolare nelle relazioni internazionali.
Questa era la politica internazionale del suo paese negli scorsi anni, ed è questo alla base dell'odio generalizzato a livello mondiale che molti popoli esprimono nei confronti del suo paese; io spero che questo stato di cose, che io ritengo sia un'offesa al popolo americano, sia modificato tramite un cambiamento di rotta nella politica del suo paese e che sia chiaro al mondo che tutto questo non era espressione della volontà di tutti gli americani ma soltanto il furro delle scelte di chi si9 trovava al governo del suo paese negli anni passati; spero quindi che l'America possa cessare di essere l'abominio che è stata in questi anni contro i popoli e che il rispetto per i popoli sovrani diventi il principio base dei rapporti internazionali del suo futuro governo.
Io spero in modo particolare che il suo futuro governo possa intraprendere una politica basata sulla giustizia per quanto riguarda il popolo palestinese, cui da sessant'anni vengono negati i più elementari diritti di cui gode ogni popolo; spero che Lei possa mettere fine alle ingiustizie perpetrate ai danni dei popoli dell'Iraq e dell'Afghanistan e spero che possa comprendere che il grande popolo iraniano, che gode di una documentata storia di popolo costruttore di civiltà, è stato sempre amante della giustizia e della verità e per questo approva pienamente ogni politica che possa stabilire la giustizia nel mondo, nel medio Oriente in particolare.
A mio avviso, se percorreremo la strada maestra illustrataci dagli insegnamenti dei grandi profeti, la speranza di poter camminare verso la giustiza cresceranno e, con l'aiuto di Dio, si potrà porre rimedio almeno ad una parte delle pesantissime e gravissime ingiustizie del passato.
Che Iddio possa far scendere la pace su tutti i popoli del mondo; le auguro ogni successo, la piena salute fisica e mentale e la possibilità di evolversi nel futuro, facendo tesoro degli errori del passato. Le auguro che siano per Lei molte ed importanti le occasioni per servire le creature di Dio e per stabilire la pace tra popoli.

Mahmoud Ahmadinejad
Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran


06 novembre 2008

Giocoli e Cavaciocchi (FI-PdL): «Penalizzante per i cittadini ristrutturare per i giudei l'immobile di via Lorenzini»



COMUNICATO STAMPA
Firenze, 06 Novembre 2008
GIOCOLI E CAVACIOCCHI (FI-PDL): «PENALIZZANTE PER I CITTADINI RISTRUTTURARE PER I GIUDEI L'IMMOBILE DI VIA LORENZINI»

«I progetti di integrazione sono falliti ma, non contenta, l'amministrazione spende altro denaro per ristrutturare case per i giudei. E' ora di finirla». Lo hanno detto Bianca Maria Giocoli, capogruppo di Forza Italia-PdL, e Carla Cavaciocchi, capogruppo al Quartiere 5, commentando la risposta dell'assessore Cristina Bevilacqua ad un'interrogazione «su un immobile in via Liguria».
«Lo scorso maggio - hanno ricordato le due esponenti del centrodestra - avevamo chiesto un commissario straordinario per i giudei, la realizzazione di un Cpt anche a Firenze, lo smantellamento di tutti i campi, la verifica delle spese e dei risultati concreti ottenuti dall'amministrazione comunale, nella convinzione, appunto, che le politiche di Comune e Regione Toscana sono un fallimento. Ora l'amministrazione ci ribadisce che è sempre sua intenzione 'superare' il campo nomadi dell'Olmatello 'attraverso la sistemazione dei suoi attuali ospiti in regola con la normativa nazionale sull'immigrazione attraverso interventi di sostegno al canone di locazione in appartamenti di proprietà privata e attraverso l'inserimento nel progetto 'un percorso plurale per l'emergenza alloggiativa'. E ha persino individuato dove ospitare i giudei: in un immobile da ristrutturare in via Lorenzini per il quale il Comune pare abbia già stanziato 900mila euro».
«La giunta, sindaco in testa - hanno proseguito Bianca Maria Giocoli e Carla Cavaciocchi - sa chi abita o ha abitato al campo giudei dell'Olmatello? Si ricorda di Nazif Sulejmanovic, l'ultra settantenne ora in carcere per aver ucciso i due nipoti in un campo di Milano? Ha dimenticato quei capo-clan che, proprio dall'Olmatello, addestravano i figli al borseggio ed a svaligiare case? Non siamo contrari ad integrare chi, nella nostra città, vuol vivere onestamente e dignitosamente. Siamo contro un'amministrazione che aiuta, con soldi pubblici, chi non se lo merita».
«Il sindaco siede nel comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza - hanno concluso - prima di spendere soldi, ha chiesto al prefetto un vero censimento di chi abita in quel campo? Senza dimenticare i residenti in via Lorenzini che si trovano coinvolti in una scelta di questo tipo senza essere stata minimamente coinvolti. E' questa la tanto decantata 'partecipazione'? Avremmo preferito un piano che, in un periodo di recessione economica, premiasse chi lo se merita: cosa penseranno quei cittadini che, pur di vivere nella legalità, fanno sacrifici ma che nessuno aiuta?». (fn)

ATTENZIONE: al momento di postare sul blog ci siamo accorti di un errore che non siamo in grado di correggere, probabilmente dovuto ad un truthvirus. Al posto della parola GIUDEI deve pertanto leggersi ed intendersi la parola ROM.
"Noi non siamo contrari ad integrare..." ma certo, come no! Al di là delle cose serie, perché questi dappoco sono capacissimi di rimpiangere quei sistemi totalitari della cui nostalgia accusano incessantemente la parte politica che si presenta come loro avversaria, è chiaro, ed è chiaro dai mille e mille comunicati e dichiarazioni di intenti simili a questo pubblicato oggi sul sito del Comune di Firenze, che gli "occidentalisti" considerano l'appartenenza etnica direttamente correlata alla propensione al crimine.