14 novembre 2023
Quest'anno le foibe arrivano in anticipo
21 ottobre 2023
Francesca Campana Comparini in Carrai, il Libro dei Ceffi e l'imam di Firenze
Francesca Campana Comparini è un nome noto nella Firenze dei ben vestiti dal ristorante facile, ed è normale che non dica assolutamente niente a chi lavora tutto il giorno, gira in feldgrau e non è abituato a separarsi da grosse cifre (magari messe in nota spese) per roba che di lì a qualche ora prende la via delle fognature.
Di Francesca Campana Comparini ci siamo occupati tempo fa indicando le caratteristiche salienti del suo curriculum, che in caso di sponsali appena appena meno doviziosi (qui su Archive) le avrebbe al massimo assicurato un posto da insegnante precaria facendola contribuire come decine di migliaia di altre ben sposate a professionisti e funzionari alla situazione che manda in bestia Gianmarco Perboni (qui su Archive):
Il motivo principale della bassa retribuzione degli insegnanti deriva proprio dal fatto che, storicamente, si tratta di una professione femminile. Anche in tempi più recenti, quando ormai bene o male le donne avevano conquistato la parità retributiva, la condizione dell'insegnante (donna) era sempre vista come non propriamente lavorativa, perché la figura tipica era la moglie del professionista, che insegnava per avere un'occupazione, tanto a casa c'era la donna di servizio a sbrigare le faccende, figuriamoci se le importava dello stipendio. Nominarle poi la parola sindacato la faceva inorridire.
Risultato: leggo le statistiche comparative, vedo quanto guadagna un insegnante di Cipro (cinque volte più di me) e mi metto a piangere.
I musulmani cattivi sono quelli dell'imam di Firenze Izzedine Elzir, che la Campana Comparini in Carrai richiama rudemente all'ordine dal Libro dei Ceffi:
Caro Izzedin,
Rimango basita di queste parole che ho letto stamani su La Repubblica di Firenze: "io non ho alcun dovere di render conto di nulla a nessuno (…) C'è il diritto di chiedere? Bene c’è anche il diritto di non rispondere". A causa dei terroristi di Hamas, il cui nome tu non hai il coraggio di pronunciare e condannare, mio marito e la mia famiglia vivono con la polizia alla porta per le continue minacce che ci arrivano.
Eccome se tu devi render conto come capo di quella comunità religiosa. È questione di rispetto della nostra amicizia. Rispetto verso chi ha fatto carte false per trovare alla tua comunità, per la quale nutriamo profondo affetto, un luogo dignitoso dove pregare. Rispetto verso la verità dei fatti ovvero che Hamas è un’organizzazione terroristica riconosciuta tale da quasi tutto il mondo.
Rispetto verso chi ingiustamente vive sotto protezione a causa di quel fanatismo che tu timidamente condanni e non condanni, sotto il paracadute della “situazione terribile e complessa”. Non mi risulta che tu sia sotto scorta perché il mondo israeliano ti minaccia. Ma di quale pace parli?
Francesca Campana Comparini, ideatrice e organizzatrice del Festival delle Religioni, all’Imam di Firenze, Izzedin Elzir.
La produzione è quella della propaganda "occidentalista" che in questa sede deridiamo e additiamo al disprezzo delle persone serie da circa quindici anni: "o dici quello che io voglio che tu dica, e guai a te se ricorri a congiunzioni ipotetiche o avversative, o ti trovi arruolato per coscrizione nelle file di [formazione combattente qualsiasi, purché invisa ai ben vestiti], SS-Oberschütze su un'altana di Buna-Monowitz, o entrambe le cose insieme".
Elzir deve sopportare roba del genere da più di vent'anni e c'è se mai da meravigliarsi che mantenga la calma.
Con la gendarmeria alla porta, in casa Carrai Campana Comparini si deve avere una certa quale familiarità: i gendarmi, ad esempio, una volta hanno portato delle cose da firmare dove un signore si diceva interessato a sapere qualcosa di più dettagliato su una certa amica africana arrivata con una grossa somma di denaro in contanti (qui su Archive). Sulle continue minacce invece nulla è dato sapere: persino il Libro dei Ceffi, che è la via ordinaria con cui buoni a nulla e sfaccendati di vario genere procedono in proposito, non mostra nulla di inquietante né sulla autoschedatura di Marco Carrai né su quella del Festival delle Religioni. Più facile che la gendarmeria si ripresenti alla porta di casa Carrai Campana Comparini per sapere qualcosa di più preciso su quelle carte false che aggiungono un tocco di eloquente simpatia in più alle righe di Francesca, che ha col destinatario il tipo di atteggiamento che i ricchi ben vestiti tengono nei confronti di chiunque sia meno ricco, meno ben vestito e ipso facto tenuto a mostrare deferenza.
Adesso veniamo al sodo. I ricchi ben vestiti, secondo la felice definizione di Erri de Luca cui ci rifacciamo abitualmente in questa sede, chiamano terrorismo qualsiasi cosa non gli procuri un reddito. Al netto di questa premessa i combattenti di Hamas al momento in cui scriviamo non sono apprezzati nello stato sionista, negli USA, nel Regno Unito, nell'Unione Europea, in Giappone, Paraguay, Canada e Australia (qui su Archive). Un "quasi tutto il mondo" che noi persone serie chiameremmo invece "paesi occidentali, e nemmeno tutti". Col resto del pianeta che li ammira e li tollera sempre meno e ci sarebbe da stupirsi del contrario.
Lo stato sionista, come sa chiunque ne conosca sul serio la storia sia pure per sommi capi, ha fatto delle eliminazioni selettive una delle molte prassi legate alla propria dottrina militare. Se il signor Elzir avesse rappresentato una seria minaccia per il quieto vivere di Ari, Bibi, Mitzi, Yaeli, Uri, Tzipi eccetera sarebbe stato da tempo oggetto di provvedimenti adeguati.
Va ricordato anche che esiste una nutrita aneddotica sulla prassi diffusa presso i cittadini dello stato sionista di considerare i palestinesi come se non esistessero neppure: gente cui tagliare gli ulivi e cementare i pozzi da un anno all'altro, nei cui confronti le punizioni collettive sono prassi abituale e diventano letteralmente un'occasione di svago (qui su Archive).
Ora, l'"occidentalista" da gazzetta, specie se ben vestito, non è allergico solo alle congiunzioni ipotetiche e avversative. È allergico anche a chi non dicotomizza il mondo nello stile di quelle bestie del pallone che sono il miglior fenomeno di piena interiorizzazione dei "valori occidentali": come si permette dunque il signor Elzir di accennare alla terribile complessità di una situazione che i sionisti di complemento gli hanno già usato la cortesia di semplificare.
La pace degli "occidentalisti" contempla solo la cancellazione dal mondo -possibilmente in senso fisico- di chiunque abbia il torto di non piacergli. Che le persone serie non abbiano alcun motivo per rapportarsi con loro è il minimo che possa verificarsi.
Lo stato sionista è nato da una impresa coloniale, esiste e si comporta da stato di apartheid. Normalissimo che abbia i problemi delle imprese coloniali e degli stati di apartheid, compresa la resistenza alla cancellazione da parte dei colonizzati.
[*] Neanche console: console onorario.
"...Neanche cuoco... sottocuoco...!" (cit).
13 ottobre 2023
Firenze. Marco Carrai: ben vestito, ricco, e sionista di complemento
Marco Carrai è un ben vestito che riveste varie cariche ben remunerate. Tra queste, quella di console onorario dello stato sionista.
A Tel Aviv devono aver richiamato i rappresentanti dalle ferie e diramato direttive perentorie.
Enrico deve tenere insieme una comunità ferita ma che deve andare avanti, nel silenzio, nella solidità e solidarietà. Altra cosa è un'azione politica, perché non è possibile che all'ONU ci siano più condanne nei confronti dello stato sionista che di Hamas.
Enrico sa benissimo che essere ebrei è una cosa, essere sionisti un'altra, e che la litigiosità delle comunità ebraiche ha aspetti prodigiosi per cui è bene non insistere con certi argomenti, tanto più che il sionismo a Firenze non è mai stato molto popolare nemmeno in via Farini. Io invece faccio il console per lo stato sionista, cioè per il pied-à-terre mediorientale dei "valori occidentali". Che non ammettono l'esistenza di alternative o di contraddittori nemmeno davanti all'evidenza, per cui faccio finta di non capacitarmi che la stessa impopolarità di cui il sionismo soffre a Firenze si ripresenti allo stesso modo, anzi, molto molto peggio, anche all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Poi Marco Carrai si indigna per una questione serissima:
Sarebbe possibile un rave party a Gaza? O una sfilata del Gay Pride?
Sono stato assaltato da migliaia di commenti, il migliore dei quali era l'augurio che ci penzolassi io a testa in giù da quel balcone.
Le bandiere della pace sono da oltre vent'anni quasi una costante delle amministrazioni toscane, ma il signor console onorario storce il naso:
Non è più il tempo dell'equidistanza, la terzietà non sta bene con la verità.Persino Carrai è capace di esprimere concetti condivisibili: su questa affermazione è impossibile avere qualcosa da eccepire.
dovrebbero capire che la bandiera arcobaleno che espongono dalle finestre simboleggia l'alleanza tra Dio e gli uomini che è il concestto alla base dell'esistenza del popolo di Israele.
Un evento di gravità e bestialità senza precedenti con vittime civili, giovani, anziani, bambini, ragazzi che festeggiavano la propria libertà a un concerto, massacrati, trucidati e presi in ostaggio da bande che ricordano le squadre della morte iraniane. Sono eventi che non possono più prevedere la divisione tra favorevoli e contrari, richiedono un'unanime condanna. Non possono più esistere i 'se' e i 'ma', ci sono valori che devono unire tutti. A iniziare dalla consapevolezza che in questo conflitto da una parte c'è la democrazia e dall'altra l'odio.
Le congiunzioni ipotetiche e avversative esistono, continueranno a esistere, e le persone serie continueranno a ricorrervi; sarà il caso che Marco Carrai interiorizzi questo elemento del reale: la forza del suo argomentare ne trarrà senza dubbio molti vantaggi. E nel conflitto in essere l'odio è generato dall'esistenza di una compagine statale fondata sulla segregazione, che ha come già detto una storia da impresa coloniale, e che è logico che dei paesi segregazionisti e delle imprese coloniali abbia anche i problemi incluso quello della resistenza armata. Nel solo 2023 le forze armate e di "sicurezza" dello stato sionista hanno provocato una quarantina di vittime più o meno collaterali fra i palestinesi minorenni senza che nessuno infarcisse le gazzette con le proprie reazioni scomposte.
È chiaro che è ancora forte il pregiudizio storico che non nasce oggi ma da migliaia di anni, contro il popolo ebraico, fatto di film, vignette, luoghi comuni che da sempre descrivono gli ebrei come usurai, affamatori dei popoli, potenti che governano il mondo in modo prevaricatorio, ed è su questi pregiudizi che si sono formate le persecuzioni nel corso dei secoli. Pregiudizi che nell'era dei social, dove diventa vero ciò che è virale, vengono ancor più alimentati.
di studiare la storia e di dimostrare solidarietà allo stato sionista a tutti i livelli, cercando di capire perché un popolo che ha alla sua base l'alleanza tra Dio e gli uomini riceva tanto odio. Parliamo di valori che in nessun modo possono comprendere la brutalità degli assassini di Hamas.
[*]Non ci sarebbe nessun bisogno di ricorrere all'inglese, che viene qui usato con tono derisorio.
11 ottobre 2023
Ilan Pappé - Ai miei amici nello stato sionista: ecco perché stiamo con i palestinesi
È difficile tenere dietro alla propria bussola morale quando la società cui si appartiene -i suoi leader e i suoi media allo stesso modo- si arrocca moralmente e pretende che si condivida la stessa giustificata furia con cui ha reagito agli eventi dello scorso sabato 7 ottobre.
07 ottobre 2023
"Respiro" di Barbara Balzerani. Al Centro Popolare Autogestito Firenze Sud, a Gabriele Toccafondi, a Federico Bussolin
Nel 2018 Gabriele Toccafondi -uno dei ben vestiti di cui sopra- ha dedicato speciali e tutt'altro che richieste attenzioni a una presentazione libraria tenutasi al Centro Popolare Autogestito Firenze Sud. In quelle circostanze ci ripromettemmo proprio di recensire tutti i libri della Balzerani, per quanto relativamente lontani dai temi ricorrenti in questa sede, e pur con la lentezza di chi lavora tutto il giorno invece di andare in giro con la cravatta siamo stati di parola.
Respiro è stato pubblicato a settembre 2023 e al di là del suo contenuto quasi da instant book è senz'altro meritevole di interesse per il senso di alterità e di inconciliabilità che l'autrice esprime rispetto al mondo contemporaneo e allo stato di cose presente. Al momento in cui scriviamo non ha ancora attirato l'attenzione di nessun ben vestito ma abbiamo considerato l'occuparcene un piacevole dovere.
La recensione è dedicata a Gabriele Toccafondi e a Federico Bussolin, che della distruzione del Centro Popolare Autogestito Firenze Sud che chi scrive è onorato di frequentare da quasi trent'anni ha fatto il cardine della propria visibilità politica.
Una condotta produttiva: al Comune di Firenze il gruppo consiliare della Lega che Bussolin si vanta di presiedere si è insediato dopo le amministrative del 2019 e all'ottobre 2023 aveva perso quattro consiglieri su sei, cacciati alla prima rimostranza o al primo sbadiglio, quando non trattati in una maniera tale da farli passare direttamente al Nemico...
Respiro (2023)
Lettera a mio padre (2020)
L'ho sempre saputo (2018)
Lascia che il mare entri (2014)
Cronaca di un'attesa (2011)
Perché io, perché non tu (2009)
La sirena delle cinque (2003)
Compagna luna (1998)
02 ottobre 2023
Firenze è preda del degrado e dell'insicurezza
Chi vive a Firenze sa benissimo che quando ci si avvicina a una consultazione elettorale la "libera informazione" riporta ogni giorno attestazioni e testimonianze sull'irriferibile degrado e l'inaffrontabile insicurezza in cui si trova la città per colpa dell'amministrazione uscente.
Per ragioni di spazio in redazione avevano dovuto scegliere, dando particolari solo su questi tre episodi.
05 settembre 2023
Alastair Crooke - Hotel Ucraina. "Certo, puoi sempre decidere di andartene. Ma non puoi mai andartene davvero"
Traduzione da Strategic Culture, 4 settembre 2023.
Welcome to the Hotel California
Such a lovely place...
They livin’ it up at the Hotel California
What a nice surprise,
Bring your alibis...
And she said, "We are all just prisoners here
Of our own device".
And in the master’s chambers
They gathered for the feast
They stab it with their steely knives
But they just can’t kill the beast.
...Last thing I remember, I was
Running for the door.
“Relax”, said the night man
“We are programmed to receive,
You can check-out any time you like
But you can never leave!"
Il testo di Hotel California si pensa rappresenti un'allegoria dell'uso di eroina, da cui il ritornello "puoi correre e cercare di andartene", ma non puoi mai andartene davvero. Quando Victoria Nuland e altri hanno promosso la "rivoluzione" di Maidan, è stato come se avessero messo l'estrema destra ucraina sotto crack. Senza dubbio, lei e i suoi colleghi speravano che in Ucraina sarebbe finita con la totale scomparsa della Russia. Questo non è successo. Al contrario, il mondo ne è uscito stravolto. "Possono decidere di andarsene", ma da quello che hanno inavvertitamente innescato -la riorganizzazione di un nuovo ordine mondiale- "non potranno mai andarsene davvero".







