12 febbraio 2011

Febbraio 2011. A proposito di donne e di politica.


Milano, penisola italiana.
Manifestante filogovernativa "occidentalista". E' probabile che abbia mangiato molti spaghetti e molti maccheroni.


Media montagna, Kurdistan iraniano.
Non
manifestante non filogovernativa[*] non "occidentalista". E' probabile che non abbia mai mangiato né spaghetti né maccheroni in vita sua.


[*] Metà degli effettivi del Partiya Jiyana Azad a Kurdistane sono donne.

10 febbraio 2011

Tehran, febbraio 1979




"Un musulmano era un uomo o una donna che aveva fatto atto di sottomissione, per tutti gli aspetti della propria esistenza, ad Allah ed al suo precetto secondo il quale tutti gli uomini dovevano comportarsi gli uni con gli altri secondo giustizia, equità e compassione.
L’aspetto radicale dell’Islam stava dunque nel dovere di costruire una comunità in cui uomini e donne si comportassero con empatia e con rispetto verso gli altri, qualunque fosse la loro posizione sociale, ed in cui vi fosse un’equa ripartizione delle ricchezze. Con Islam, in altre parole, si indicava l’esperienza della vita quotidiana in una società così conformata. Si trattava quindi di una rivoluzionaria concezione sociale e politica dei tempi a venire, con implicazioni di vasta portata. I musulmani sono obbligati a lottare attivamente e quotidianamente per la giustizia, per il rispetto nei confronti dell’essere umano e per la compassione.
Al centro della Rivoluzione Islamica sta il rifiorire di questo radicale messaggio di giustizia sociale".

Alastair Crooke, Resistance, the essence of the Islamist Revolution.

07 febbraio 2011

Meloni e cialtroni, tòtari e torselli. Con un paragone impietoso e giusto.


La propaganda politica è una cosa relativamente seria, ed occorre fare attenzione a come ci si muove: per un punto Martin perse la cappa, e l'esito controproducente è spesso più vicino di quanto non si creda.
L'"occidentalismo" giovanile di Firenze ha avuto il cinque febbraio la visita della committenza: l'immagine è stata resa pubblica da una fonte "occidentalista" di sicura fede, e ne mostra appunto tre esponenti di spicco.
Da sinistra, una delle più irrilevanti figure della politica "occidentalista" contemporanea. In qual conto sia tenuta perfino all'interno del suo stesso "partito" è materia di cui abbiamo già fatto cenno.
Al centro e a destra, con la stessa espressione vacua e la testa chissà dove, uno che canta le lodi di Corneliu Zelea Codreanu ai ragazzini, e uno grasso di Scandicci.
Nelle stesse ore in cui l'"occidentalismo" peninsulare faceva finta di celebrare se stesso, in contesti più normali rappresentanti ben più consapevoli e responsabili si occupavano di tutt'altre questioni.
Si confrontino gli argomenti cari alla comunicazione politica nella Repubblica Islamica dell'Iran con quelli che ricorrono nello stato che occupa la penisola italiana, e si traggano le dovute conclusioni.

Il Presidente: il grande sviluppo del progresso scientifico in Iran

Il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato domenica che il progresso scientifico in Iran sta attraversando una fase di grande sviluppo, grazie agli incessanti sforzi degli scienziati iraniani.
Nel discorso tenuto in occasione del ventiquattresimo festival internazionale di Khwarizmi, il Presidente ha sottolineato la necessità di ulteriori investimenti nel campo delle attività scientifiche.
Il festival internazionale di Khwarizmi si tiene ogni anno in Iran, per presentare e rendere onore ai traguardi raggiunti dai ricercatori iraniani e stranieri.
Il Presidente ha detto: "Alcuni pensano che le attività scientifiche siano antitetiche a quelle religiose; in realtà, la ricerca scientifica è il più bell'esempio che esista di devozione verso Dio".
Il desiderio del Presidente Ahmadinejad è che giunga il giorno in cui le enormi risorse oggi destinate a produrre armi per uccidere vengano usate invece per servire il progresso, la prosperità ed il benessere dei popoli.

06 febbraio 2011

Firenze. La passeggiatina di Casaggì del 5 febbraio 2011.


Firenze. La costosa rassegna della servitù governativa del 5 febbraio 2011 si è svolta nella gelida indifferenza della cittadinanza. La politica locale ha disertato in blocco la sfilata di "partito" mantenendo una condotta esplicitamente e giustamente irridente, sia nei confronti dell'iniziativa in sé che nei confronti dei suoi organizzatori.
Per mettere insieme una claque sufficiente a non sfigurare agli occhi di un ministro evanescente e di un grassone di Scandicci, gli "occidentalisti" che per mesi hanno lordato muri e carta con la loro propaganda hanno dovuto dragare le spaghetterie di mezza penisola, precettando gente da città lontane centinaia di chilometri. Da parte nostra abbiamo con piacere fatto notare ai lettori un piccolo incidente di percorso in cui sono incorsi i propagandisti, dovuto alla mandolinesca faciloneria con cui gli "occidentalisti" affrontano ogni circostanza della vita.
Un confronto con la controparte, in cui siamo esplicitamente orgogliosi di militare quotidianamente e che anche in questa occasione non ha mancato di esprimere con buoni numeri il proprio assoluto disprezzo per i propalatori di menzogne seguaci di شيطان بزرگ è improponibile.
La cosa agli "occidentalisti" non piace. Pensiamo che un paio di anni fa l'inutile grassone di Scandicci su ricordato abbia cercato sua sponte di cambiare le cose con i soliti sistemi. E che abbia ottenuto l'effetto opposto, dimostrando ancora una volta, caso mai ce ne fosse stato bisogno, di quale conoscenza del reale ci si avvalga nei ristoranti governativi.
La foto in alto ritrarrebbe uno dei momenti culminanti dell'ispezione alla servitù.
Lo squallore del contesto colpisce a prima vista.
Una targhetta toponomastica, isolata su un palo.
Il muro accanto è lordo di quelle scritte afasiche ed irritanti che dall'"Occidente" hanno ricoperto il mondo come una lebbra.
Accanto c'è un impiastro di vecchi manifesti pubblicitari.

L'ispezione governativa ha comportato la mobilitazione di centinaia di gendarmi e la rimozione forzata dei veicoli lungo l'intero il percorso della passeggiatina. Secondo un video reperibile in rete, il soggetto governativo visibile nella foto è stato pubblicamente indicato dal suo padrone con un epiteto irriferibile: i rapporti gerarchici, nei partiti "occidentalisti", hanno il merito della chiarezza e della precisione. Si visioni il filmato si faccia caso ai commenti che lo accompagnano. La loro pochezza è un buon campione dell'abbrutimento abituale e della crescente idiozia espresse dai tempi e dai luoghi.

I nostri lettori sanno quale considerazione abbiamo dello stato che occupa la penisola italiana, da noi inteso come l'equivalente geopolitico di una maccaruncielleria di provincia in cui si smerciano sottobanco videocassette pornografiche ed immagini di Padre Pio, intanto che sul retro si affittano camere ad ore a marmaglia in canottiera.
Non esiste dettaglio alcuno, nella parata di camerazzi "occidentalisti" tenutasi il cinque febbraio, che non confermi quest'impressione.
Il corteggio ha percorso viale Giovanni Minzoni e via Mafalda di Savoia. La spasmodica attenzione alla toponomastica dimostrata in ogni pubblico consesso da quei mangiatori di spaghetti non è per adesso arrivata ad insultare Firenze sporcandola con un'intitolazione ad Oriana Fallaci, ma è oltremodo dubbio che sia loro servita ad apprezzare l'ironia delle due denominazioni.
Giovanni Minzoni, sacerdote cattolico. Fu eroicamente aggredito alle spalle una sera d'estate del 1923, da attivisti di un movimento politico giustamente preso a modello dagli "occidentalisti" di oggi, perché i casi di viltà, di pressappochismo, di ferocia e di incultura che vi allignavano possono ben dirsi esemplari da ogni punto di vista e verosimili modelli per il loro comportamento.
Mafalda di Savoia morì nel lager tedesco di Buchenwald nel 1944. L'anno prima una lunga serie di circostanze e di deliberate scelte non le aveva consentito di aggregarsi al politicame in fuga. Lo stesso politicame che non era riuscito ad ingannare e a sorprendere i tedeschi riuscì benissimo ad ingannare, a sorprendere e ad abbandonare i soldati che aveva sparso per tutto il continente.
Sulla tomba di Mafalda fu scritto eine unbekannte Frau.

03 febbraio 2011

Casaggì Firenze. Un 5 febbraio di Meloni, di palloni, di cialtroni. Che fanno figuracce sul web.


Il 5 febbraio 2011 si attendono a Firenze alcuni esponenti di presunto spicco dell'"occidentalismo" peninsulare, per l'annuale rassegna della servitù.
I sottesi dell'operazione, che è partitica, mediatica e (ovviamente) menzognera, abbiamo già avuto modo di illustrarli con completezza lo scorso anno. Alla base di questa operazione propagandistica c'è la scotomizzazione di un evento storico di importanza più che trascurabile, che a suo tempo rappresentò l'ovvia e minima conseguenza di quello che può succedere a chi perde una guerra d'aggressione.
Le fortune "occidentaliste" in questo senso non hanno affatto cambiato di segno, come attesta la pazzesca esperienza afghana tutt'ora in corso i cui aggiornamenti arrivano ai sudditi con il contagocce, per lo più in occasione di funerali di stato.
Per le "perdite collaterali" afghane nessuno si cura di divulgare statistiche.
Dei dettagli della giornata si sarebbe fatta carico Casaggì Firenze, l'organizzazione giovanile "occidentalista" che da anni ci facciamo un piacere di additare al disprezzo dei nostri lettori. Il materiale propagandistico da essa diffuso -con metodi che le sono valse il biasimo infastidito dei fiorentini ed una esplicita rampogna in sede istituzionale, per tacere degli aspetti più monetizzabili della questione- promette la presenza di una certa Giorgia Meloni. Questa Giorgia Meloni avrebbe a che fare con il "governo" dello stato che occupa la penisola italiana, nel quale ricoprirebbe l'ininfluente incarico di "ministro della gioventù". Sul gazzettame governativo il nome di Giorgia Meloni ricorre in lettere-editoriali che suonano più che altro come ovvie confessioni di assoluta impotenza. E questo senza neppure leggere tra le righe.
Il fondatore del "partito" di cui questi individui sono a servizio ha dimostrato di avere idee chiarissime sul rapporto tra i giovani ed il potere politico.
Soprattutto sul rapporto tra le giovani ed il potere politico.
Questo autorizza a considerare chi trascorre una notte a Villa San Martino e chi passa una giornata a volantinare per quel "partito" come degni della stessa considerazione e dello stesso rispetto.
All'incolore Meloni si deve uno spot propagandistico irritante prima ed ancora che inutile, da cui proviene l'immagine in alto. Ci siamo concessi la libertà di un lieve e veridico ritocco.
Ma non basta, perché l'immagine scelta esprime bene, come tutto il resto, la weltanschauung "occidentalista".
I nostri lettori hanno avuto spesso occasione di notare come, a nostro avviso, la categorizzazione del reale negli "occidentalisti" avvenga secondo repertori di strategie cognitive caratterizzati da una assoluta povertà. Tra tutte domina quella del pallonaio.
O del pallone.
O dei pallonieri.
Questo significa che non esiste alcun concetto che un "occidentalista" non provi a ridurre ad un "noi contro di loro" rigidamente dicotomico: quello che fa uno yankee di complemento col berretto all'incontrario, ogni volta che sperpera il suo denaro per vedere, alla televisione o al pallonaio, atleti da allevamento che muovono qua e là con i piedi un arnese rotondo in mezzo ad un prato. E che così facendo guadagnano mille volte più di lui.
L'immagine della propaganda mostra dunque un tizio col viso dipinto di verde, bianco e rosso, come quelli che vanno al pallonaio. Il "ministro della gioventù" dev'essere consapevole del grado di involuzione raggiunto dai sudditi, a stragrande maggioranza finalmente incapaci di concepire alcunché di diverso, e si è adeguato.
Coerentemente, il "corteo" (o meglio, la passeggiatina tra amici) del 5 febbraio dovrebbe avere inizio in Piazza Savonarola. La scelta è coerente per due motivi, entrambi attestanti il livello di involuzione su accennato.
Il primo è che Piazza Savonarola, storicamente, è stata per decenni sede del più importante gruppo palloniero di Firenze, noto nel settore per il colore viola e per pochi altri motivi.
Il secondo è che Piazza Savonarola è da qualche anno il ritrovo della gioventù "occidentalista" più consapevole delle proprie potenzialità, che di solito si concretizzano nell'ostentazione di atteggiamenti scimmieschi e nella propensione ad aggressioni fisiche fini a se stesse, che spiccano per viltà ed abiezione.
La "gioventù" di cui il "ministro" dovrebbe occuparsi dovrebbe corrispondere alla prima nata e cresciuta frequentando le scuole organizzate secondo i principi pedagogici "Inglese, Internet, Impresa" che caratterizzarono una decina di anni fa la propaganda "occidentalista".
Lasciamo da parte la conoscenza della lingua inglese. E non perché sia lecito coltivare illusioni in proposito.
Concentriamoci meglio sui risultati di tanto internet, che per i giovani "occidentalisti", non devono essere gran che. La screenshot in basso è stata presa il 28 gennaio 2011 dal blog di Casaggì Firenze.

Il testo dell'immagine a sfondo nero dice:
"I curatori di queste pagine sono talmente pigri e cialtroni da aver preferito fare uno hotlink da un'immagine invece di copiarla. Questo è quello che succede se l'immagine cambia: che tutti possono apprezzare la cialtroneria dei neanchepiùfascisti di Firenze.
1) Raccontate caterve di menzogne.
2) Vi lasciate dietro una scia di scritte, carte e sporco perfetta espressione del vostro "governo".
3) Università: a parlare di "meritocrazia" c'è una gang di fancazzisti incapaci di laurearsi in quindici anni.
Bella la vita, eh?
Qui si LAVORA, cari mangiaspaghetti; vedete di piantarla, che avete disgustato tutta Firenze!"
Un modo un po' strano di fare propaganda, anche se nulla deve stupire, visti i soggetti di cui stiamo trattando.
L'articolo cui fa capo l'immagine riferisce che Achille Totaro non ha gradito un'iniziativa perpetrata da un centro sociale fiorentino dei più longevi e dei più attivi. Una rapida indagine appura il fatto che si trattava della presentazione di un libro, di cui il debordante "occidentalista" su nominato non aveva gradito la copertina. Il fatto che abbia parlato di un libro non consente di attribuirgli alcuna competenza degna di nota nel campo della lettura. Il fatto che l'invettiva leggibile sul blog di Casaggì parlasse di hotlink consente invece di ricostruire quello che può essere successo.
Obbediente, l'amministratore del blog ha riportato il comunicato stampa di quel tizio. E per far prima ha fatto uno hotlink dall'articolo che presentava l'iniziativa.
Qualcuno, al Centro Popolare Autogestito di Firenze Sud, se n'è accorto.
Ed ha cambiato l'immagine, col risultato che si vede.

Qualche tempo dopo la cosa si dev'essere ripetuta, perché Casaggì Firenze correda un menzognero comunicato stampa pro domo sua con la dichiarazione illustrata qui, francamente sorprendente per realismo ed autoconsapevolezza.

Questo il testo.
"Noi siamo Casaggì di Firenze. Una masnada di buoni a nulla in servizio permanente effettivo!
Il terrore della colla da parati. Il flagello delle mesticherie. L'incubo delle pennellesse!
Le nostre attività politiche:
1) Spargimento di menzogne.
2) Imbrattamento di muri e arredi urbani.
3) Fancazzaggio universitario pluridecennale.
Siamo una disperante conventicola di veri spaventagalline. La nostra virile incompetenza si estende maschia a tutti i campi dello scibile!
Non ci credete? Avete sotto gli occhi la prova di quanto ne sappiamo di informatica e web: questa bella presa in giro è il risultato di uno hotlink da cialtroni fatto da noi!
Cu noi este Domnezeu! Nimic in lume nu-i mai sfant!"
Che le cose siano andate come nel primo caso è l'eventualità più probabile, con due slogan tipici del nazionalismo rumeno -caro da quelle parti- ad aggiungere del sale alla presa in giro.

Nella giornata in cui abbiamo riscontrato tutto questo, il blog di Casaggì ha ricevuto il triplo delle visite che riceve di solito.
E' probabile che non si sia mai vista tanta gente interessata a Pierre Drieu la Rochelle o a Robert Brasillach come in quel giorno di fine gennaio.
L'impresa? Una disoccupazione giovanile diventata praticamente motivo d'orgoglio.
E con individui del genere gabellati per campioni -nel senso che il vocabolo ha al pallonaio, perché nel senso che esso ha in scienze statistiche non si può negare che elementi del genere siano rappresentativi- ci sarebbe veramente da stupirsi se così non fosse.

30 gennaio 2011

Gastronomia e "national pride". Esempi di packaging e denominazioni reperiti fuori dalla penisola italiana.


Esistono innumerevoli contesti in cui i "valori", le credenze e i comportamenti abituali dei sudditi dello stato che occupa la penisola italiana, nonché l'intera "cultura" sedicente "nazionale", vengono inquadrati nella loro essenza più autentica, e come tali veicolati.
La rete ne gronda, in senso letterale; al punto da lasciare l'imbarazzo della scelta.
Una trattazione esauriente richiederebbe tempi incalcolabili.

Riprendiamo da un blog uno dei più recenti casi di questo genere, che si verificano con cadenza pressoché quotidiana e sui quali ci siamo già piacevolmente soffermati in un'altra occasione.
La foto in alto raffigura una confezione di pelmeni, un'eccellente preparazione gastronomica commercializzata in questo caso nella Repubblica d'Estonia.
Fuori dalla penisola si ha di chi vi bivacca un concetto non eccessivamente signorile, fondato su quelli che potrebbero sembrare "luoghi comuni" mentre sono comportamenti condivisi e socialmente approvati in via generale, sui quali si possono basare veri e propri ritratti di sobrio ed essenziale realismo.
Lo stato che occupa la penisola italiana dispone tuttavia di organizzazioni tenute ad ostentare indignazione in presenza di casi del genere. Che dopo un po' sono andati a lamentarsi da chi di dovere, affinché il packaging venisse modificato.

L'immagine sopra viene da Flicker.
Un commentatore ha ritenuto l'immagine "Molto insultante".
Nel thread, qualcuno ha risposto "Insultante per chi, per la mafia?"

Il blog Taanith è uno dei molti in cui compare la ricetta degli spaghetti mafiosi, che qui riportiamo e che dovrebbe essere anche כשר.
Si noti l'appunto, presente nell'originale, sul cambio del nome della preparazione, avvenuto in sede industriale: contestazioni come quella su citata devono verificarsi con una certa frequenza, indice questo dell'abituale e fondata disinvoltura con cui certe denominazioni hanno circolato e sono state utilizzate.
L'associazione di termini, nella forma di "spaghetti alla mafiosa", risulta secondo Google tipica della ristorazione d'ispirazione peninsulare fruibile nella Confederazione Elvetica.

Spaghetti mafiosi (Kasher). Questa ricetta mi è stata copiata da una fabbrica di paste alimentari,ha semplicemente cambiato il nome, la feci da militare e la scrissi sul mio sito il 6 maggio 1996.
Ingredienti: olio d'oliva - 1 spicchio di aglio - 1 rondella di limone -5 olive nere - 1 acciuga - 1 peperoncino - 1 pomodoro ben maturo tagliato a rondelle
Preparazione: In una padella mettere l'aglio tritato,il peperoncino e l'acciuga.
Lasciar rosolare l'aglio,mettere la rondelle di limone e le rondelle di pomodoro.
Lasciar cuocere 2-3 Mn.

Spaghetti mafiosi (Kasher). Ce plat m'à été copié par une fabrique de pâtes, seul le nom à changé, je l'avais fait de militaire et publiée sur ma Home Page le 6 mai 1996.
Ingrédients: 30 gr. d'huile d'olive - 1 gousse d'ail - 1 rondelle de citron - 5 olives noires - 1 anchois - 1 piment - 1 tomate bien mûre coupée en rondelles
Préparation: Dans une poêle mettre l'ail haché,le piment et l'anchois.
Laisser roussir l'ail,mettre la rondelle de citron,puis les rondelles de tomates.
Laisser cuire 2-3 Mn. et faire sauter à la poêle les spaghetti.

28 gennaio 2011

Riccardo Nencini, un libercolo tradotto, un filmetto dal libercolo


Gennaio 2011. Il mondo come lo intendevano certe patite di cianfrusaglie e di invettive non esiste più, ammesso che sia mai esistito, e le "esportazioni di democrazia" a tutti note sono diventate roba da occultare in silenzio per chiunque abbia un po' di residuale raziocinio, un po' di rispetto per le regole elementari della decenza.
Questo esclude dal nòvero l'intera classe politica "occidentale", piccolo dettaglio che esclude categoricamente che una certa demenziale stagione sia chiusa al di là di ogni dubbio.

Alcuni anni fa un "occidentalista" di complemento di nome Riccardo Nencini (quello che all'inizio dell'anno manifestava da solo a favore delle galere) scrisse un libercolo su Oriana Fallaci, arrivando peraltro buon ultimo in un segmento letterario affollatissimo, che pure prometteva una buona redditività.
Tra allora ed ora sono successe un po' di cose.
La prima è stata l'exitus della protagonista del libello, avvenuto com' è giusto nella pressoché generale indifferenza degli estranei alla sua claque ed alla estenuante campagna mediatica costruita su quelle che definimmo senza mezzi termini delle cristalline nullità letterarie.
In ogni caso, il lancio del prodotto Oriana Fallaci, di cui è responsabile l'indossator di cravatte Ferruccio de Bortoli, dev'esser costato caro e va sfruttato fino all'ultima briciola di potenziale.
Del libello del Nencini pare ne faranno un film, oltre a tradurlo -e che fatica!- per l'AmeriKKKa e per il Canada. Le ragioni di cassetta alla base del tutto han fatto sì che l'operazione venisse rendicontata nella sottosezione "Cultura" del Corriere della Sera, il gazzettino che con le "idee" di quella donna ha letteralmente sporcato il mondo.
Riccardo Nencini afferma che
«È per me motivo di grande orgoglio, e sarò lieto di offrire il mio contributo affinchè le due trasposizioni, quella letteraria e quella cinematografica, corrispondano allo spirito e al valore di un’opera alla quale sono legato in maniera totale. È un omaggio, una carezza che ho regalato ad un’amica e ad una donna di cui l’Italia avrebbe oggi un assoluto bisogno»
Ci scusiamo innanzitutto con i lettori -specie con quelli che hanno appena finito di pranzare- per il nome di un sedicente stato sovrano che compare nella citazione.
La prima considerazione che viene in mente è che le amiche, chiunque non sia un nencini, ha solitamente cura di scegliersele un po' meglio.
Dalle parole di Nencini dobbiamo poi concludere che lo stato che occupa la penisola italiana "avrebbe oggi assoluto bisogno" di una che ha speso il fiato che restava in gola per incitare alla violenza negli stadi e agli attentati dinamitardi e per insultare sistematicamente chiunque osasse contraddirne le invettive oziose.
A ben vedere le asserzioni di Nencini non sono del tutto fuori luogo. Lo stato che occupa la penisola italiana è avviato da anni verso le tenebre, avanguardia in questo di tutto l'"Occidente". In questo senso potrebbe anche avere "assoluto bisogno" di una Fallaci rediviva che contribuisca ad accelerarne il precipitare delle sorti.