Qui il post su Luciano Silighini Garagnani censurato da Splinder.
Qui un'altra copia del post censurato.
Qui, invece, una vera e propria presa in giro di Luciano Silighini Garagnani.
Io sto con la ragione sul serio.
Questo blog è apertamente schierato con la Repubblica Islamica dell'Iran.

La città di Milano, nel nord della penisola italiana, si arrogò in epoche pregresse e dimenticate l'impegnativo titolo di "capitale morale".
Da allora è passato qualche decennio e gli avvenimenti che si sono succeduti hanno confermato l'appropriatezza del titolo.
Un fòmite di cemento selvaggio, corruzione, individualismo forsennato, prezzi folli, sprechi ossessivi, infrastrutture pazzesche nella realizzazione e nella gestione ed un'intera classe politica che deve posto e prebende alla criminalizzazione dei mustad'afin. Un musicista milanese conosciuto anni fa ebbe a confidarci che le persone che dormono nei tunnel della metropolitana andrebbero contate in termini di migliaia e che in un contesto in cui l'ingiustizia sociale è diventata la norma, il frutto mutante di quel concetto distorto e caricaturale dell'etica protestante rappresentato da un fare dane' che non funziona più, l'assistenza ai mustad'afin è compito pressoché esclusivo di un "privato sociale" che la politicanza "occidentalista" espressa dall'aggregato urbano tratta come una comparsa da salotto buono accordandole di malagrazia il minimo indispensabile, e minacciandola di sfracelli alla prima obiezione.
Anche le voci più convintamente "occidentaliste" hanno da tempo smesso di riferirne in positivo; a difendere propagandisticamente il forte del "modello milanese" sono rimasti pochi e prezzolati scribacchini.
Nel 2008 Milano ha ottenuto, a scapito di Izmir, di organizzare un qualcosa che chiamano Expo 2015; ennesimo pretesto per colate di cemento ed opere di regime fermamente voluta da un mondo politico la cui dissaldatura con il mondo reale va ormai considerata un fatto compiuto. Sulla questione il 5 luglio 2010 una gazzetta pubblica una specie di inchiesta che getta una luce interessante sui mustakbirin milanesi, rigidamente divisi in lobby, caste e conventicole intente a scannarsi su tutto con metodo, efficienza e discrezione. Trenta mesi e un mare di soldi buttati via in guerre di poltrone, dice la gazzetta. Intanto, a due passi dai centri del potere, la situazione era ed è questa.
Di cosa si occupano i più alti gradi del potere locale, per far fronte ad impoverimento crescente e all'apparenza senza freni, all'esodo della popolazione, alle orde di pendolari incattiviti e spennati con metodo? Di questo, si occupano. Non vogliono che un gioco di società che è la metafora neanche tanto velata del controllo mafioso di un territorio abbia per i suoi elementi nomi diversi da quelli milanesi. Quasi rivelatore, a pensarci un po' su.
Il clima sociale dominante, per arrivare al quale ci si è adoperati senza risparmio, è tale che un Maurizio Blondet difficilmente classificabile come "comunista" notava già in tempi meno sospetti come l'apparizione di un tank nemico ad un incrocio non avrebbe destato alcuna impressione nei sudditi milanesi, che al suo cospetto avrebbero fatto come se nulla fosse, andando a lauràr come ogni giorno.
Davanti ad una realtà socioeconomica e politica che sta declinando tranquillamente nella completa e meritatissima indifferenza generale, intanto che quattro politicanti si litigano il timone facendosi credere dei Magellano e dei Caboto, la cosa più costruttiva da fare sarebbe togliere a Milano il mandato per questa Expo 2015 e restituirlo ad Izmir.
Logo per Expo 2015, da Wikipedia
L'immagine sopra fa riferimento ad una lettera inviata da Torino.«Mi attendo una dura presa di posizione da parte di monsignor Buoncristiani, vescovo di Siena e da parte della Congregazione della Fede. La gravità è enorme ed è grave anche che si faccia passare inosservata questa notizia. Il drappellone dovrà entrare nella Chiesa di Santa Maria in Provenzano per la consueta benedizione e come si può benedire un'immagine blasfema? Qui con la convinzione di dover essere tolleranti e amici di tutti, si sta vendendo la nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra religione. Ogni cristiano ovviamente non deve andare a far guerra o ammazzare gli infedeli, ma ciò non toglie - afferma Silighini Garagnani - che noi per puro spirito dottrinale seguendo il messaggio di Cristo, siamo tenuti ad evangelizzare e convincere gli altri che il Cristianesimo sia la vera e unica religione.
Mischiando le nostre immagini alle loro cosa si pensa di ottenere? Una religione bastarda, che diventa simile ai disegni delle magliette dei calciatori metà di un colore e metà dell'altro. Basta imbastardirci e correre dietro alla convivenza, vendendo la nostra tradizione!!!»
«Interveniamo tutti a Siena durante il Palio - è l' invito di Silighini Garagnani - e lottiamo per riconsegnare questa tradizione al popolo senese e alla cultura italiana, cristiana e cattolica. Invito tutti i cittadini a presentarsi in piazza anche con semplici acquarelli disegnati sul cartone che raffigurano l'immagine di Maria e consegnamoli tutti davanti all'altare di Santa Maria in Provenzano, in modo chela Vergine preghi e intervenga contro questo ignobile scempio».
"Sono nato all'ospedale Duchessa Galliera di Genova, una sera di lunedì 23 febbraio 1976. Misuravo 63 cm di lunghezza e pesavo 4 kg, ma a son di bere grammi e grammi di latte "Oro" della "Centrale del latte di Genova" e mangiando a piacimento, dopo il primo mese di vità pesavo già 6 kg!!!Fui battezzato nella Chiesa dei "SS.Andrea e Ambrogio" di Genova col nome di LUCIANO FRANCESCO ; il primo nome fu scelto in memoria della nonna paterna Lucia ed il secondo in onore del nonno materno Francesco.A quattro mesi mi spuntarono i primi dentini, a cinque iniziavo a balbettare le prime parole.A undici mesi mossi i primi passi da solo, ma quando spensi la prima candelina, giravo per la casa e facevo già tanti discorsetti.A quattro anni leggevo, scrivevo e disegnavo come un bambino più grandicello."
"Amo viaggiare e molti sono stati i paesi visitati..mi manca solo l'Oceania; gli altri continenti non hanno segreti"
"Il menu che apprezzo di più è composto da pizza, tacchino impanato, bietole e ogni tipo di pasta."
"la mia attività di ideazione organizzazione e produzione di format per la televisione, il cinema e la pubblicità".
"Silighini affianca l'attività politica a quella artistica, dove è considerato uno dei maggiori esponenti in ambito di produzioni televisive e cinematografiche sia in Italia che all'estero."
"Tra le star del jet set non ci lavora soltanto, ci passa spesso anche il suo tempo libero, frequentando discoteche e luoghi di divertimento.
Novella 2000 gli attribuisce un flirt con Alessia Fabiani. Lui ne ricorda anche altri («la Canalis, la Corvaglia, ma è meglio non scriverlo, non è carino»)."
"Eccola..la mia vera passione.. Fin da bambino del'asilo giravo con disegnata sui quaderni la "fiamma tricolore" dell’M.S.I. Un pò alternativo come neonato no? Ma dall'85 già vedo il futuro e inizio a seguire ciò che faceva Silvio Berlusconi. Ho ancora molti testimoni che possono confermare che in tempi non sospetti dicevo : "Io voterò per Berlusconi..vedrete". Detto e fatto.."E così lo troviamo con vari e significativi incarichi in Forza Italia (movimento di cui lui si proclama "tra i fondatori"):
"Nel 2001 sono l’ideatore de “IL TROFEO DELLA LIBERTA’’ che vede ogni anno la partecipazione di politici nazionali scontrarsi in partite calcistiche. Nel 2005 invento il concorso nazionale “MISS AZZURRA: La più bella di Forza Italia..”Le scelte coraggiose si pagano, e Silighini si lamenta di essere stato chiamato "fascista" ben due volte. Prima, da un partigiano ottantunenne, la seconda volta da un marocchino.
"Venerdì 18 gennaio 2008 nella federazione genovese di Forza Nuova in Piazza Giusti 1, il segretario nazionale di FN Roberto Fiore, annuncia con gioia la collaborazione con un ex-dirigente di Forza Italia: Luciano Silighini. "Silighini - si legge sul sito di FN - ex responsabile giovani di FI, fondatore del primo Circolo di Forza Italia di Genova, ha guidato la rivolta anti-immigrazione di Cornigliano, quartiere nel quale ha preso 2000 preferenze. Brillante intellettuale, cattolico fervente, carismatica personalità politica vicina ai bisogni della gente comune, Silighini è anche un self-made-man, che ha saputo conquistarsi una posizione di prestigio anche nel campo lavorativo. Dal 1993 si dedica all'attività di ideazione, organizzazione e produzione di format televisivi, specializzandosi nell'organizzazione di meetings e congressi politici, e nella consulenza a parlamentari".
"Luciano Silighini Garagnani, presidente nazionale della Giovine Italia, venerdì 9 gennaio ha organizzato una preghiera nel Duomo di Milano alle 18 che ha visto la presenza di oltre 100 cittadini intervenuti con la recita di un rosario per "rimediare all'offesa fatta dalla preghiera islamica effettuata giorni prima davanti al Sacrato del Duomo".
"Giudichiamo molto pericoloso il proliferare di manifestazioni filo-palestinesi in ogni parte d'Italia perchè ognuna di esse termina regolarmente con una preghiera di massa al grido del muezzin, trasformando le nostre piazze in moschee a cielo aperto."
"Nel 1997 divento Presidente Nazionale dell’Associazione storico-culturale “Giovine Italia” fondata da Giuseppe Mazzini"
"Amo discutere di teologia e dal 1998 ebbi un fitto rapporto epistolare con Monsignor Pedro Quintana, per conto di S.S. Papa Giovanni Paolo II. Nel 1996 chiesi a S. Emm. il Cardinale Dionigi Tettamanzi, già Arcivescovo di Genova e in seguito Guida della Curia Milanese, il permesso di fondare la Confraternita della Croce Nera e dopo breve mi giunse la lettera di presa d’atto dello stesso Cardinale.Nel 1996 entro nella Commissione culturale del Sovrano Ordine Militare Ospedaliero dei cavalieri di Malta e come uditore mi avvicno all'Opus Dei. e lo stesso anno divento membro amico della Nazionale Accademia Ligure di Scienza e Lettere."
"Silighini prende la parola e detta le linee della nuova stagione della Giovine Italia:Nel religioso silenzioso, nemmeno una risatina soffocata in sottofondo.
“Noi non siamo un movimento politico. Siamo un movimento spirituale che vede la politica come l’insieme di tutto ciò che l’uomo può fare per rendersi utile al servizio degli altri. Siamo Cristiani, Cattolici e come Cristo fece leva e bandiera con la sua croce per sollevare il mondo alla fede divina, noi con la luce dell’esempio e della ragione condurremo l’Italia e l’umanità intera verso un mondo nuovo: il mondo del futuro”
Inizia così il discorso di Luciano Silighini Garagnani, che per 45 minuti parla a braccio, senza alcun foglio, al pubblico che lo ascolta alternando applausi scroscianti a momenti di religioso e ipnotico silenzio.
“In questi anni abbiamo combattutto molte battaglie per il Popolo Italiano, per portare alla nostra gente la vicinanza e la soluzione ai loro problemi. Alcuni partiti ci hanno ascoltato tramutando in legge proposte che da decenni noi facevamo; come l’esercito nelle strade al fianco della polizia, leggi più dure per i reati contro lo stupro e sull’immigrazione clandestina. La strada è ancora lunga e gli ostacoli sono molti, ma se saremo uniti saremo forti e se saremo forti saremo liberi”.
Silighini parla della cronaca attuale:
“Le moschee in Italia sono il simbolo della disfatta della civiltà occidentale. Un tempo il nemico era il comunismo regnante ad est e dilagante nel nostro Paese; ora quella dottrina è sconfitta, ma i suoi principi vivono ancora e vanno a braccetto con chi professa la stessa religione dei terroristi che minacciano il nostro mondo”