21 agosto 2026

Firenze. "Ridare dignità al giardino Fallaci per i 20 anni dalla morte di Oriana"?

Firenze, agosto 2026. Un piccione onora Oriana Fallaci

Per le gazzette, agosto è un mese parco di argomenti.
Lo si è detto e ripetuto usque ad nauseam.
Intanto che aspetta il via per cianciare di campanella con la riapertura delle scuole e poi di passare alla colonnina di mercurio con l'avanzare dell'autunno, quel che resta di un gazzettificio ridotto spesso a contare sulla generosità del Dipartimento per l'Editoria (e chissà che non ci sia un motivo) tira fuori roba rimasta a decantare per mesi in qualche file e chiude i numeri in questo modo.
Il 21 agosto il "Corriere Fiorentino" si accorge che da dieci anni Piazzale Oriana Fallaci è Piazzale Oriana Fallaci nell'indifferenza generale.
E meno male che non ci sono nemmeno numeri civici, così la denominazione circola anche poco.
Un certo Andrea Ragazzini dice di aver messo insieme oltre trecento ben vestiti pronti a sostenere la causa di un degno ricordo per la "scrittrice" che in questa sede da quasi vent'anni additiamo con brio primaverile al dileggio di chi legge.

Ragionandoci per i vent'anni dalla morte della Fallaci, il prossimo 15 settembre, mi sono chiesto dove fosse questo "piazzale" a lei intitolato. Per i fiorentini quello è un giardino. Poi sono andato a vedere e il cartello, messo su un picchetto in un'aiuola, è anche mezzo storto e bisogna andare a cercarlo. Al giardino va ridata dignità. E poi non c’è neanche una vera e propria targa con scritto chi è stata Oriana Fallaci, cos’ha fatto, che legame ha con questa città.

 Su cosa abbia fatto e su quale legame abbia avuto quella "scrittrice" con Firenze non è necessario dilungarsi. Da un elemento come Oriana Fallaci sarebbe stato estremamente offensivo essere stimati e a ripetere sempre le stesse cose rischieremmo davvero di causare nei nostri lettori una crisi di indignato rigetto. 
Da parte nostra abbiamo avuto, abbiamo e avremo da eccepire anche se a Oriana Fallaci fosse dedicato un viottolo dalle parti dell'immondezzaio comunale. La cosa più costruttiva da fare sarebbe togliere di mezzo questa intitolazione, scusandosi con i restanti trecentosessantatremila cittadini. Parecchi dei quali, se proprio li si dovesse interpellare, si direbbero cristianamente propensi a lasciare quella donna a un pietoso oblio.
La gazzetta si premura di riportare una precisazione di Andrea Ragazzini per cui la sua "non è una proposta ideologica". Il che, come sanno bene le persone serie, significa l'esatto contrario.
A corredo dell'articolo c'è comunque una foto perfetta: una targa odonomastica che fa da posatoio a un piccione. Un piccione dall'aspetto nemmeno troppo sveglio.

 

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